Luciana Littizzetto brinda con l’immagine di Mao: scoppia la bufera politica e social

La celebre comica torinese Luciana Littizzetto si trova nuovamente al centro di un acceso dibattito, questa volta non per una sua battuta in televisione, ma per un video condiviso sui social network che ha suscitato reazioni contrastanti e polemiche di natura politica e culturale.

Il video, girato in un ristorante cinese di Torino, mostra Littizzetto mentre sorseggia un caffè da una tazzina con l’effigie di Mao Zedong, il leader comunista cinese responsabile di milioni di morti durante il suo regime. La comica commenta con ironia: «Sto girando un video, tra l’altro con la tazzina di Mao Zedong. Siamo qua al cinese e sta roba qui non mi era mai capitata. Vabbè, io bevo tè e caffè insieme. Siamo qua per festeggiare». Il breve filmato, accompagnato da un selfie vicino a una cascata, ha immediatamente diviso il pubblico: alcuni hanno sorriso, altri hanno trovato di cattivo gusto l’episodio, considerandolo una banalizzazione di figure storiche responsabili di crimini e repressioni.

Reazioni e polemiche

Le immagini hanno scatenato un’ondata di commenti critici sui social. Tra gli utenti, c’è chi ha scritto: «Cosa festeggi, Mao?», e chi ha sottolineato la gravità di mostrare con leggerezza il volto di un dittatore sanguinario. Un commento particolarmente forte ha paragonato la scena a un ipotetico gesto simile con Hitler: «Immaginate se la Santanché si prendesse un espresso con Hitler sulla tazzina… apriti cielo!». La maggior parte delle reazioni, tuttavia, si sono concentrate sulla questione politica e culturale, trasformando un episodio di ironia in un caso di polemica ideologica.

L’intervento di Fratelli d’Italia

La polemica si è rapidamente spostata sul piano politico, con interventi di esponenti di Fratelli d’Italia. La senatrice Susanna Donatella Campione ha definito il video «imbarazzante», sottolineando come Littizzetto, con il suo gesto, banalizzi un regime che rappresenta una pagina tragica della storia mondiale. «Se Littizzetto vuole sensibilizzare, avrebbe dovuto mostrare il volto di una giornalista cinese imprigionata, come Zhang Zhan, condannata a quattro anni di carcere per aver raccontato l’inizio della pandemia a Wuhan», ha affermato. La senatrice ha anche criticato il fatto che la comica sembri mostrare nostalgia per figure storiche come Mao, paragonandola implicitamente a esponenti di altri regimi repressivi come Stalin e Pol Pot.

Il parallelo con D’Alema e le accuse di “nostalgie sinistre”

L’episodio ha riacceso il dibattito sulle recenti visite di Massimo D’Alema in Cina, interpretate da molti come un segnale di vicinanza politica a Pechino. Fratelli d’Italia ha accusato la sinistra di rifugiarsi in simboli e figure del comunismo mondiale in assenza di leader ispiratori, e di mostrare “nostalgie” verso regimi repressivi. La vicenda Littizzetto viene così inserita in un più ampio scontro ideologico tra le forze politiche italiane, alimentando un dibattito sulla memoria storica e sui valori democratici.

Il futuro della polemica

Al momento, Luciana Littizzetto non ha ancora commentato ufficialmente l’accaduto. Il suo video continua a circolare sui social, alimentando discussioni tra chi lo considera un’ironica provocazione e chi lo giudica una leggerezza inaccettabile di fronte a figure storiche responsabili di crimini contro l’umanità. La sensazione è che questa vicenda non si chiuderà facilmente, e che ogni gesto pubblico, specialmente se amplificato dai social, rischi di trasformarsi in uno scontro politico e culturale destinato a proseguire nel tempo.