“Loro morivano, lei con la cassa…”. Strage Crans-Montana, spunta il video shock sulla proprietaria
La tragica notte di Capodanno che ha costato la vita a 47 persone si arricchisce di nuovi dettagli sulla dinamica dell’incendio che ha devastato il celebre bar Le Constellation. Le telecamere di sorveglianza avrebbero immortalato Jessica Moretti, figlia di un vigile del fuoco di Cannes e proprietaria del locale, mentre si allontanava con la cassa del locale sotto il braccio, poco prima che le fiamme divampassero in modo incontrollabile.
Le immagini, emerse nel corso delle indagini condotte dalle autorità svizzere, sono ora al vaglio degli inquirenti per chiarire il ruolo e i comportamenti della donna durante e immediatamente dopo lo scoppio del rogo. Se confermato, il materiale video potrebbe portare a una contestazione di reato di omissione di soccorso, oltre alle accuse già formulate in questa tragica inchiesta che ha sconvolto la località sciistica di Crans-Montana.
Le responsabilità e le prime reazioni
Il comportamento ripreso dalle telecamere rappresenta uno dei punti chiave del fascicolo aperto contro Jessica Moretti, che si è mostrata finora disponibile a collaborare con le autorità svizzere. La coppia, ricordata per i loro affari imponenti e radicati nella zona, si trova ora sotto scrutinio per comprendere se ci siano stati elementi di negligenza o omissione che abbiano potuto aggravare le conseguenze dell’incendio.
Jessica e il marito Jacques erano conosciuti in Valle come “i corsi” per le profonde radici familiari e per la loro forte presenza nell’ambiente imprenditoriale locale. La coppia aveva costruito un vero e proprio impero di ristoranti, locali notturni e strutture di lusso, tra cui il celebre Le Constellation, che si trova nel cuore di Crans-Montana.
Un passato di ombre e successi imprenditoriali
Jessica Moretti, originaria di Cannes e con alle spalle un passato matrimoniale, proveniente da una famiglia di vigili del fuoco e attiva nel settore antincendio, aveva già fatto parlare di sé in passato. Jacques Moretti, invece, portava con sé un passato giudiziario importante: in Francia era stato coinvolto in un’indagine per sfruttamento della prostituzione e aveva scontato una pena nel 2005, in Alta Savoia, per reati di truffa, sequestro di persona e rapimento.
Dopo aver trasferito la sua vita e le sue attività in Svizzera, la coppia aveva dato vita a un sistema imprenditoriale di grande successo, centrato nel Canton Vallese. Tra le attività più note, spiccano i ristoranti di alta fascia come Le Vieux Chalet a Lens, e successivamente le strutture di lusso come Le Constellation e La Petite Maison. Questi locali sono stati protagonisti di investimenti multimilionari, con spese che superano i 20 milioni di franchi svizzeri, tra affitti elevatissimi e ristrutturazioni di lusso.
Le insicurezze e le ipotesi investigative
Secondo alcuni esperti del settore e fonti investigative, la coppia avrebbe adottato una politica di riduzione dei controlli e delle spese sulla sicurezza, al fine di sostenere i costi elevati imposi dall’alta qualità degli immobili e dei servizi offerti. Questa scelta, ora al centro di alcune ipotesi investigativa, potrebbe aver contribuito alla tragedia, trasformando un normale evento di festa in una vera e propria catastrofe.
Le immagini delle telecamere, inoltre, restano uno degli elementi più importanti per ricostruire gli istanti successivi allo scoppio del rogo, offrendo spunti fondamentali anche per eventuali responsabilità di terzi o per accertare le condotte di chi, come la Moretti, avrebbe potuto intervenire o meno sul luogo.
Il futuro dell’inchiesta
Mentre le indagini continuano a ritmo serrato, il focus rimane sulla determinazione delle cause dell’incendio e sulla responsabilità di ciascuno degli imputati. La tragica notte di Capodanno a Crans-Montana si sta rivelando, ancora una volta, un terribile richiamo alla necessità di maggiori controlli e di una maggiore attenzione alla sicurezza nelle strutture di grande afflusso.
Jessica e Jacques Moretti, di fronte alle nuove evidenze, hanno ribadito la volontà di rispondere alle domande delle autorità e di chiarire eventuali responsabilità, sperando di poter contribuire a fare luce su una delle più drammatiche tragedie degli ultimi anni in Svizzera.