“Lo abbiamo trovato così”. Era scomparso nel nulla, il terribile annuncio dei ricercatori

Quella che doveva essere una giornata dedicata alla natura e all’avventura si è trasformata in una tragedia. Dopo ore di apprensione e ricerche incessanti, è stato ritrovato senza vita il corpo di Riccardo Beli, il giovane di 24 anni scomparso durante un’escursione nella zona di Cannobio, sul Lago Maggiore.
Il ragazzo, residente a Vergiate, in provincia di Varese, era arrivato nella mattinata di giovedì 28 maggio nell’area dell’Orrido di Sant’Anna, meta molto frequentata dagli escursionisti ma caratterizzata anche da tratti particolarmente impervi e pericolosi. Quando non ha fatto rientro come previsto, è immediatamente scattato l’allarme.
Da quel momento si è attivata una complessa macchina dei soccorsi. Le squadre di ricerca hanno battuto per ore sentieri, dirupi e zone scoscese lungo il torrente Cannobino, concentrando le operazioni soprattutto nei punti più difficili da raggiungere.
La drammatica scoperta è arrivata nella giornata successiva. Il corpo del 24enne è stato individuato nelle acque del torrente, dove sarebbe precipitato per cause ancora in fase di accertamento. Per il giovane non c’era ormai più nulla da fare.

Le operazioni di recupero della salma si sono rivelate particolarmente delicate a causa della conformazione del territorio e della presenza di forti correnti. Sul posto sono intervenuti soccorritori specializzati nel recupero in ambiente impervio, impegnati a mettere in sicurezza l’area prima del trasferimento del corpo.
Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire con precisione gli ultimi movimenti del ragazzo per comprendere cosa possa aver provocato la caduta. Al momento non si esclude nessuna ipotesi, dall’incidente improvviso a una possibile perdita di equilibrio lungo uno dei tratti più difficili del percorso.
La notizia della morte di Riccardo Beli ha rapidamente raggiunto Vergiate, dove amici, conoscenti e familiari si sono stretti nel dolore per una tragedia che ha colpito profondamente l’intera comunità.
L’Orrido di Sant’Anna, pur essendo una delle mete naturalistiche più suggestive della zona del Lago Maggiore, presenta infatti diversi punti particolarmente insidiosi, soprattutto in presenza di rocce bagnate, dislivelli e correnti molto forti.
Le autorità proseguiranno nelle prossime ore gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente e verificare eventuali ulteriori elementi utili alle indagini.