L’Europa “non lasci soli gli stati più esposti” ai flussi migratori. È l’appello che il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha rivolto alle istituzioni comunitarie dalle colonne del Corriere della Sera.

Se fino a qualche tempo fa Lamorgese si vantava dell’accordo di Malta per la redistribuzione dei migranti, facendo intendere che fosse stata trovata una soluzione definitiva al problema dell’immigrazione clandestina, oggi non è più così. Colpa del passo indietro degli Stati contraenti (solo tre accettano migranti) e soprattutto della crisi siriana, con il presidente turco Erdogan a minacciare l’invio in Europa di 3,6 milioni di profughi.

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Lamorgese: “Servono corridoi umanitari”
“L’intensificazione dei flussi migratori che stanno mettendo in crisi i Paesi della frontiera orientale – afferma Lamorgese – richiede un approccio europeo solidale: non possono essere lasciati soli gli Stati più esposti”. Tra cui l’Italia, con il governo Conte che ha provato – inutilmente – a far credere che l’emergenza immigrazione fosse finita. Eppure, il ministro dell’Interno dichiara di percepire “un rinnovato clima di solidarietà”, indispensabile per una “effettiva comprensione del problema”. Per Lamorgese l’impegno dell’Italia è stato “eccezionale”, ma non basta: serve un “nuovo patto di solidarietà europeo” che porti a “un sistema di gestione più equo e bilanciato; un percorso complesso, ne sono consapevole, che auspico possa vedere progressivamente coinvolti il maggior numero possibile di partner europei”. A cui aggiungere, precisa il ministro, quei “corridoi umanitari verso l’Europa per le persone più vulnerabili che finora ci hanno consentito di accogliere solo dalla Libia oltre 850 richiedenti asilo”. Strategia che però rischia di aumentare i flussi di migranti. Lamorgese ammette – come ha spiegato il segretario della Lega Matteo Salvini – che “A settembre si è registrato un aumento, ma stiamo risentendo del particolare momento politico che sta attraversando la Tunisia”.

La Ocean Viking torna alla carica: raccolti 74 migranti
Infine, Lamorgese ha aperto al dialogo con le Ong. Con loro, ha concluso Lamorgese, “Vorrei avviare un confronto”. Sono organizzazioni “impegnate in operazioni di soccorso in mare, partendo dal codice di condotta già sottoscritto al Viminale”. E proprio le Ong, nelle ultime ore, hanno ripreso le loro attività di soccorso nel Mediterraneo. La nave Ocean Viking, nella notte tra sabato e domenica, ha raccolto 74 persone – tra cui sei minorenni – da un gommone a circa 50 miglia nautiche dalle coste libiche.

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