
Il quadro viene osservato con grande cautela, soprattutto perché gli strumenti utilizzati possono assumere forme diverse e rendere più complessa ogni risposta.
Tra le preoccupazioni figurano operazioni digitali, campagne informative e altre iniziative capaci di incidere sulla percezione pubblica attraverso canali differenti e strategie coordinate.
L’obiettivo dichiarato resta quello di rafforzare prevenzione e controlli, mantenendo alta la guardia davanti a eventuali tentativi di alterare processi democratici.

Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, avverte da Wicklow, durante la riunione informale dei ministri Ue, che l’Italia non è al riparo dalle minacce ibride attribuite alla Russia. Cita attacchi informatici compiuti quotidianamente da hacker russi e sostiene che Mosca potrebbe tentare di condizionare anche le elezioni politiche italiane previste nel 2027. Tajani precisa però che si tratta di un rischio da prevenire, non della prova che un condizionamento sia già avvenuto.
Il ministro invita quindi a vigilare sulle possibili interferenze di Paesi extraeuropei non alleati e richiama il tema della disinformazione russa. Nello stesso contesto, Ursula von der Leyen e Mark Rutte annunciano maggiore pressione su Mosca dopo l’attacco attribuito ad agenti russi all’aeroporto di Lipsia, mentre Kaja Kallas parla di attività con caratteristiche di terrorismo sponsorizzato dallo Stato. Tajani affronta anche il dossier degli asset russi congelati, chiedendo garanzie giuridiche prima di un loro eventuale utilizzo per finanziare l’Ucraina.
