La rivelazione choc sul Covid: “In Italia da settembre 2019”

La rivelazione choc sul Covid: “In Italia da settembre 2019”

 

Uno studio condotto dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano rivela che già nell’estate del 2019 in Italia circolava il coronavirus.

Secondo quanto riportato nella ricerca “Unexpected detection of SARS-Cove2 antibodies in the pre-pandemic period in Italy” pubblicata l’11 novembre sul Tumori Journal e firmata da Giovanni Apolone, direttore dell’Istituto, a settembre 2019 il 14% dei soggetti studiati presentava gli anticorpi per il nuovo coronavirus. Quindi, traendo le somme, il Covid-19 girava in Italia già prima dello scorso febbraio anzi, probabilmente già dall’estate.

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Come riportato dal Corriere, tutto ha avuto inizio dallo screening per il tumore al polmone “Smile”, che ha sottoposto a Tac spirale ai polmoni e alle analisi del sangue ben 959 volontari sani, tra settembre 2019 e marzo 2020.

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I ricercatori dell’Istituto nazionale dei tumori e i loro colleghi delle università di Milano e Siena hanno deciso di eseguire un test sierologico sui vari campioni ematici conservati. Ebbene, su 959 campioni, 111 sono risultati positivi. I positivi analizzati arrivano da 13 regioni, la metà dalla Lombardia, poi da Piemonte, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana e Veneto. Sui 111 casi, sei avevano gli anticorpi contro il coronavirus, quattro dei quali già nel mese di ottobre.

Questo può essere un dato importante. Infatti, una prevalenza di positivi maggiori del 10% non sembra in accordo con gli studi sierologici seguenti, come per esempio quello nazionale Istat-ISS del 2,5% della popolazione. “La prevalenza si riduce quando si guarda ai casi validati del test di neutralizzazione, pari a 6 positivi, di cui 4 in ottobre. Il dato rilevante è questo, non la proporzione di positivi, comunque suggestiva data la corrispondenza con le note prevalenze regionali” ha spiegato Apolone.

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I dati confermerebbero che il coronavirus era già in circolazione nel nostro Paese prima della fatidica data del 20 febbraio.
Scambiato per influenza stagionale
Lo studio ricorda inoltre che a novembre del 2019 diversi medici di medicina generale avevano segnalato la comparsa di strani e gravi sintomi respiratori in pazienti anziani e fragili, con bronchite bilaterale atipica. Ai tempi, non essendoci ancora notizie sul nuovo virus, questa patologie era stata ricondotta a forme aggressive di influenza stagionale. A questo punto però si può arrivare ad affermare che non si trattava di una normale influenza, ma di un primo assaggio della Sars-CoV-2. Un nuovo virus che nessuno aveva considerato fino all’allarme lanciato dalla Cina a fine 2019. Gli autori dello studio sono gli studiosi e ricercatori Giovanni Apolone, Emanuele Montopoli, Alessandro Manenti, Mattia Boeri, Federica Sabia, Inesa Hyeseni, Livia Mazzini, Donata Martinuzzi, Laura Cantone, Gianluca milanese, Stefano Sestini, Paola Suatoni, Alfonso Marchianò, Valentina Bollati, Gabriella Sozzi, Ugo Pastorino.

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