LA PROFEZIA DI SILVIO BERLUSCONI CHE FA PREOCCUPARE

 

Silvio Berlusconi è deceduto ieri, 12 giugno, a 86 anni. Si è spento alle 9:30  presso l’ospedale San Raffaele di Milano, in cui era stato nuovamente ricoverato, dopo una lunga battaglia contro la leucemia mielomonocitica cronica.  In tanti hanno sperato che il Cavaliere potesse farcela, proprio com’era stato capace in passato.

Come noto, Berlusconi  è  riuscito a  superare un tumore, un intervento al cuore, una polmonite bilaterale da Covid, eppure stavolta non ce l’ha fatta, esponendo, davanti agli occhi di un’Italia intera, sotto choc per la sua scomparsa, la fragilità umana, quella accentuata dal brutto male con cui stava facendo i conti da due anni, nascosta dietro l’aspetto da combattente che ha conservato sino all’ultimo suo discorso in pubblico.

I funerali dell’ex premier, leader di Forza Italia e fondatore di Mediaset, si terranno mercoledì nel Duomo di Milano, mentre da ieri il corpo del leader  è stato portato ad Arcore per l’ultimo saluto da parte di parenti e amici stretti. Con lui, titolano i giornali di tutto il mondo, si chiude indubbiamente un’era.

Questo va detto a prescindere dal proprio credo politico, dal momento che tutti, alleati e avversari, si sono uniti per esprimere il loro cordoglio e lo hanno fatto con messaggi davvero toccanti, indice di quanto il Cavaliere sia stato, nel bene e nel male, un grandissimo protagonista della storia dell’Italia.

Eppure non tutti forse sanno che c’è una profezia di Silvio Berlusconi, lungimirante,  grande esperto di politica, economia, imprenditoria, che fa davvero preoccupare.

Il Cavaliere non ha speso buone parole sulla Repubblica popolare,  mettendo in guardia dalle mire di Pechino in Europa, ma non solo. Berlusconi riconosceva la minaccia cinese nella regione dell’Indo-Pacifico, che avrebbe inciso sugli  equilibri geopolitici internazionali.  L’ex premier, alla vigilia delle elezioni europee del 2019, disse apertamente: “La vera minaccia per le generazioni future è la Cina”, ma questa non è stata certo l’unica occasione in cui si è espresso.

L’ex premier e leader di Forza Italia si è espresso anche riguardo misteriosi avvistamenti e abbattimenti, sui cieli del Nord America, di palloni spia di Pechino. In un’intervista, Berlusconi dichiarò:  “Da tempo denuncio le manovre spregiudicate di un regime totalitario e comunista che si muove in sfregio ad ogni regola internazionale e che mira al globalismo cioè all’espansione economica, politica e militare in ogni parte del mondo”. 

Il Cavaliere aveva un sogno: l’unità di obiettivi a livello europeo, contrapposta al disegno egemone del “Dragone”… unità anche sul fronte prettamente militare,, con una difesa comune.  Berlusconi voleva quasi rimproverare le cancellerie europee che continuano a fare affari con uno Stato accusato di violare i diritti umani e le libertà personali di base.

La posizione di Berlusconi sulla Cina, seppur in linea con quella statunitense,  non va però fraintesa, interpretandola come un incoraggiamento all’inizio di nuova Guerra fredda ma mirava a introdurre misure più dure, in Europa,  per una politica industriale coraggiosa e di respiro globale. Una competizione con la Cina, dunque, e non uno scontro frontale, quello voluto dall’ex premier.

Il Cavaliere però ha sempre invitato a non sottovalutare il ruolo della Cina, né a ignorare la sua ingerenza. “L’Europa  è il nostro orizzonte di riferimento, solo l’Europa può essere protagonista nelle grandi sfide globali, a cominciare da quella posta dall’imperialismo cinese“. Queste le parole in cui è racchiuso il pensiero di Silvio Berlusconi.