“La nostra decisione”. Garlasco, l’annuncio della famiglia Poggi dopo gli sviluppi su Sempio
Il caso Garlasco entra in una nuova fase giudiziaria. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, l’attenzione torna sulle decisioni della Procura di Pavia e sulle possibili conseguenze degli ultimi accertamenti. Da una parte c’è Andrea Sempio, per il quale si apre ora la strada verso una possibile udienza preliminare; dall’altra Alberto Stasi, condannato definitivamente a 16 anni, mentre la sua difesa lavora alla possibilità di chiedere la revisione del processo.
Negli ultimi mesi l’inchiesta ha attraversato una nuova stagione di consulenze e approfondimenti scientifici. Dna, impronte e altri elementi già esaminati nel corso degli anni sono tornati sotto la lente degli investigatori, insieme a nuovi accertamenti destinati a essere valutati nell’ambito del procedimento.
La nuova chiusura delle indagini su Sempio
Il passaggio decisivo è arrivato il 28 settembre 2026, quando la Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini, dopo gli ulteriori accertamenti svolti successivamente alla precedente chiusura dell’inchiesta.
Il capo di imputazione ipotizzato nei confronti di Sempio è rimasto quello di omicidio aggravato.
La chiusura delle indagini, però, non equivale a una dichiarazione di colpevolezza. Sempio resta infatti indagato e potrà esercitare i diritti previsti dalla procedura dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini.
Nel fascicolo sono confluiti anche gli esiti delle nuove consulenze e degli approfondimenti effettuati dagli investigatori, compresi quelli relativi alla cosiddetta impronta della scarpa e al materiale genetico.
Secondo la ricostruzione della Procura, la misura della scarpa ritenuta compatibile con quella dell’autore del delitto sarebbe compatibile anche con il piede di Sempio. La difesa dell’indagato ha invece contestato la portata degli elementi raccolti, sostenendo che il nuovo avviso presenti diversi aspetti già contenuti nella precedente contestazione e che alcune delle novità riguardino soprattutto la posizione di Alberto Stasi.
La Procura verso la richiesta di rinvio a giudizio
Con la conclusione delle indagini si apre ora una nuova fase. La Procura di Pavia ha manifestato l’intenzione di chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio.
La decisione finale spetterà però al giudice dell’udienza preliminare, che dovrà valutare gli elementi raccolti e stabilire se esistano i presupposti per mandare Sempio a processo.
Il procedimento potrebbe quindi entrare in una fase completamente nuova, nella quale le accuse e le prove raccolte dalla Procura saranno sottoposte al vaglio della magistratura.
La scelta della famiglia Poggi
In questo scenario assume particolare rilievo la posizione della famiglia di Chiara Poggi.
I genitori e il fratello della vittima non intenderebbero costituirsi parte civile in un eventuale processo nei confronti di Andrea Sempio. Una scelta che si inserisce nella linea mantenuta dai loro legali durante la nuova fase investigativa.
A rappresentare la famiglia sono gli avvocati Francesco Compagna e Gianluigi Tizzoni. Proprio Compagna ha spiegato il significato della decisione con una frase netta:
«Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti».
Una posizione che riflette anche le perplessità espresse dai legali della famiglia Poggi nei confronti della nuova inchiesta.
Negli ultimi mesi, infatti, Compagna aveva ribadito la propria convinzione sulla ricostruzione giudiziaria che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, mostrando dubbi sull’ipotesi di attribuire nuove responsabilità per l’omicidio.
I Poggi potrebbero però essere coinvolti nella revisione di Stasi
La decisione di non costituirsi parte civile in un eventuale processo a Sempio non significa che la famiglia Poggi resterà estranea ai prossimi sviluppi giudiziari.
Il fronte più importante potrebbe infatti essere quello della possibile revisione della condanna di Alberto Stasi.
La difesa di Stasi sta valutando gli elementi emersi nella nuova fase investigativa, in particolare quelli relativi agli accertamenti scientifici effettuati nel 2007. Se verrà presentata una richiesta di revisione, i legali della famiglia Poggi potrebbero intervenire anche in quel procedimento.
Si tratta quindi di due percorsi distinti, ma inevitabilmente collegati dalla stessa vicenda processuale.
Due procedimenti, un unico caso
Da una parte c’è la posizione di Andrea Sempio, con la Procura che si prepara a chiedere il rinvio a giudizio e con il giudice dell’udienza preliminare chiamato a valutare gli elementi dell’accusa.
Dall’altra c’è Alberto Stasi, per il quale la difesa punta a verificare se gli elementi emersi negli ultimi mesi possano essere utilizzati per ottenere la revisione della condanna definitiva.
Nel mezzo c’è la famiglia Poggi, che ha scelto di non avanzare richieste economiche nei confronti di Sempio, ma che potrebbe avere un ruolo nel procedimento legato all’eventuale revisione della sentenza di Stasi.
Il caso Garlasco non è ancora arrivato all’ultimo capitolo
Il 28 settembre ha quindi segnato la conclusione formale della nuova fase investigativa nei confronti di Andrea Sempio, ma non la fine della vicenda giudiziaria.
I prossimi passaggi saranno ora affidati alla magistratura: prima con l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio e la successiva udienza preliminare, poi con la possibile iniziativa della difesa di Stasi sulla revisione della condanna.
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso continua così a svilupparsi su due binari giudiziari distinti. Saranno gli atti, le prove e le decisioni dei giudici a stabilire quale sarà il futuro processuale di Andrea Sempio e Alberto Stasi e quale peso avranno gli elementi emersi nella nuova stagione investigativa.
La domanda centrale resta quella che accompagna il caso dal 13 agosto 2007: che cosa accadde realmente nella villetta di via Pascoli a Garlasco la mattina in cui Chiara Poggi venne uccisa?