La mamma dorme e l’auto va a 100km/h con le bimbe a bordo. Il video shock

Un video diventato virale sui social ha riacceso il dibattito sull’utilizzo dei sistemi di assistenza alla guida e sui rischi legati a un impiego improprio delle tecnologie di bordo. Le immagini, registrate lungo l’autostrada che collega Golden e Revelstoke, nella provincia canadese della British Columbia, mostrano una Tesla in marcia a circa 100 chilometri orari con la conducente apparentemente addormentata e due bambini piccoli a bordo.

La scena è stata ripresa da un motociclista che, dopo aver assistito all’episodio, ha deciso di filmare il veicolo e pubblicare il video su Facebook, denunciando quella che ha definito una situazione estremamente pericolosa.

Il video e la denuncia alla polizia

Nelle immagini si vede la donna con gli occhi chiusi, coperti da un paio di occhiali da sole, e le mani lontane dal volante mentre l’auto continua a procedere lungo l’autostrada. Secondo il testimone, anche i due bambini presenti nell’abitacolo stavano dormendo.

Profondamente colpito dalla scena, il motociclista ha condiviso il filmato sui social accompagnandolo con un messaggio di forte indignazione.

«È assolutamente incredibile quello a cui abbiamo appena assistito. Cento chilometri all’ora, in una domenica estiva con traffico intenso e due bambini in macchina. Scioccante e orribile», ha scritto, spiegando di aver immediatamente contattato la polizia canadese.

Le autorità hanno confermato l’apertura di un’indagine per accertare quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità della proprietaria del veicolo.

Sotto accusa l’uso dell’Autopilot

Il caso ha rapidamente fatto il giro del web, superando le diecimila condivisioni e alimentando una nuova discussione sull’utilizzo dell’Autopilot di Tesla e, più in generale, dei sistemi avanzati di assistenza alla guida.

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, la conducente avrebbe utilizzato il sistema in modo contrario alle norme vigenti nella British Columbia. La provincia canadese, infatti, attraverso il Motor Vehicle Act del 2024, vieta la circolazione di veicoli automatizzati di livello 3, 4 e 5, cioè quelli che consentirebbero al conducente di distogliere completamente l’attenzione dalla guida.

La presenza di due bambini a bordo potrebbe inoltre aggravare la posizione della donna qualora venissero accertate violazioni del codice della strada o altri reati.

L’ipotesi: controlli di sicurezza aggirati

Le Tesla sono equipaggiate con diversi sistemi progettati per verificare che il conducente rimanga vigile durante la marcia. Una telecamera interna monitora costantemente l’attenzione del guidatore e, in caso di comportamenti anomali, il veicolo emette avvisi sonori e può limitare il funzionamento dell’assistenza alla guida.

Secondo le prime valutazioni tecniche riportate dagli investigatori, la donna potrebbe aver eluso volontariamente questi sistemi. Tra le ipotesi al vaglio vi sarebbe l’utilizzo di occhiali da sole per ostacolare il rilevamento dello sguardo da parte della telecamera e di un dispositivo applicato al volante per simulare la presenza costante delle mani, aggirando così i controlli previsti dalla vettura.

L’inchiesta dovrà ora stabilire se tali accorgimenti siano stati realmente utilizzati e se abbiano contribuito a consentire alla conducente di addormentarsi mentre l’auto era in movimento. L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza stradale e ribadisce come i sistemi di assistenza alla guida rappresentino un supporto per il conducente e non possano sostituirne la costante attenzione al volante.