LA CONFESSIONE DEL PAPÀ DI KATA APPENA USCITO DAL CARCERE
Procedono a ritmo serrato le ricerche della piccola Kataleya, una bambina di appena 5 anni scomparsa sabato pomeriggio a Firenze. Di origini peruviane, risiedeva insieme al fratello minore e alla madre presso l’ex hotel Astor del capoluogo toscano, occupato da un centinaio di abusivi.
A lanciare l’allarme è stata la madre 25enne della bambina, Katfrina Alvarez, che, intorno alle 15 di sabato 10 giugno, si è accorta della scomparsa della figlia dopo essere rientrata da lavoro; l’aveva lasciata in custodia al fratello e alla cognata. La giovane donna ha avallato sin da subito l’ipotesi del rapimento, una tesi esplicitata più volte anche ai giornalisti
Le forze dell’ordine e i volontari della protezione civile stanno setacciando giorno e notte le aree limitrofe all’ex hotel per mettersi sulle tracce della bambina, ma sinora con scarsi risultati. In questi giorni i carabinieri hanno eseguito due blitz presso lo stabile in cui risiedeva Kata, senza però rintracciare alcun indizio utile a parte gli effetti personali.
Sin dalle prime ore successive alla scomparsa, i carabinieri hanno sentito i testimoni, uno dei quali ha riferito di aver visto l’ultima volta la piccola mentre giocava in cortile con dei suoi coetanei. La madre della bimba, invece, sembra avere le idee chiare su quello che potrebbe esserle accaduto e ha dichiarato in più occasioni di avallare l’ipotesi del rapimento.
Intanto in queste ore è uscito dalla casa circondariale il padre della bambina, il quale aveva chiesto ed ottenuto la scarcerazione per questi seri motivi famigliari. L’uomo ha voluto dire subito la sua sul caso, allontanando tutte le insinuazioni sul suo conto a causa dei guai con la giustizia: ecco cosa ha detto.
Non appena uscito dalla casa circondariale, il padre di Kataleya, Miguel Angel Romero Chicclo, si è recato in ospedale per andare a trovare la moglie. Katfrina Alvarez, infatti, era stata ricoverata lo scorso lunedì dopo aver ingerito della candeggina in un momento di grande sconforto e disperazione.
La 25enne può ora contare sul supporto del marito che, in seguito ad un’istanza di scarcerazione alla Corte di Appello di Firenze, si è visto attenuare la misura cautelare; dovrà unicamente ottemperare ad un obbligo di firma due volte a settimana. L’uomo si trovava in carcere a causa di un furto.
Queste le parole del suo legale Miguel Cristiano Toraldo: “Ho chiesto la scarcerazione del mio assistito per il contesto che si è venuto a creare dopo la scomparsa della sua bambina. Mi è sembra una richiesta logica vista la situazione”. In effetti l’istanza è stata accolta ed il padre di Kate è potuto tornare così dalla sua famiglia.
Intervistato dai giornalisti mentre rientrava all’ex hotel Astor, Chicclo ha rivelato ciò che pensa su quanto accaduto alla figlia: “L’hanno rapita, è stato pianificato tutto. Non ci sono telecamere. Sanno cosa hanno fatto, loro”. Anche il padre della bimba sembra avallare le convinzioni che la la moglie circa il possibile rapimento.
A chi ritiene che si sia trattato di un possibile regolamento di conti per via delle sue attività criminose, l’uomo replica prontamente: “Non ho debiti, non ho problemi con nessuno», «io so quello che ho fatto ma l’ho fatto per la famiglia (alludendo ai suoi guai con la giustizia) questa è una prova di Dio”. E poi conclude con un messaggio di speranza: “Sono sicuro che Kata è viva e che ritornerà”.


