L’ex presidente della Camera Laura Boldrini si racconta in “La grande nemica. Il caso Boldrini”, un libro pubblicato da People, cioè la casa editrice di Pippo Civati, e firmato Flavio Alivernini, ovvero il responsabile della comunicazione della stessa politica ora entrata nel Pd.

Il volume narra come l’esponente dem sia divenuto il bersaglio preferito dell’odio portato avanti da populisti, fascisti, razzisti, xenofobi, bigotti e quant’altro a causa delle sue lotte in favore di minoranze e oppressi.

Come dichiara Francesco Borgonovo su La Verità, l’esponente piddina coraggiosa nelle sue battaglie, si piange addosso e divide il mondo in due categorie: da una parte ci sono i cattivi da zittire e dall’altra le vittime come lei della società odierna, cattiva ed egoista. La deputata ha fatto del vittimismo una bandiera sotto la quale rifugiarsi se criticata e con la quale attaccare i nemici in difesa del politicamente corretto.

L’ex presidente della Camera“ha fatto della difesa a oltranza di ogni minoranza il suo core business”. In sostanza, il trionfo del moralismo fine a sé stesso sulla politica. Ora, però, dopo aver difeso tutto quello che poteva difendere ha deciso che era giunto il momento di pensare alla sua figura, così denigrata in Italia a causa di populisti, fascisti, razzisti, xenofobi, bigotti e quant’altro.

E per farlo ha deciso di aprire il suo cuore raccontandosi in un libro. Borgononovo sottolinea che della promozione “si occupa direttamente lei, portandosi appresso il volume in occasione delle numerose ospitate televisive. Il che è abbastanza singolare: non si vedono spesso dei perseguitati politici che portino in giro a fini pubblicitari i libri che li celebrano”.

Il succo dell’opera è che “non esiste figura più bersagliata della Boldrini… un concentrato di minoranze, una sorta di super vittima: la insultano perché donna, perché di sinistra, perché legata ai migranti, perché amica dei gay…”. Indubbiamente, a lei arrivano insulti, anche piuttosto pesanti, e minacce. Violenze assolutamente da condannare senza se e senza ma. E’ altrettanto vero, però, che non è l’unica persona a riceverli. Oggi, poi, la situazione è peggiorata perchè internet ha ingigantito tutto. Basta anche solo scrivere una frase di supporto alla propria squadra di calcio, non proprio un tema di primaria importanza, per ricevere offese.

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Secondo Borgonovo “tutto ciò, però, non può essere utilizzato per disegnarsi le stimmate sulla mani e rendersi impermeabile a ogni critica. Perché questo, purtroppo, è il metodo Boldrini: se ci si presenta come vittime si diventa di colpo immuni. Se uno ti muove una obiezione, viene automaticamente bollato come un odiatore, perché attaccare la vittima non è permesso”.

In questo modo, spiega il giornalista, si divide il mondo in due: “Da una parte ci sono i rappresentati del bene assoluto che per la loro bontà vengono vittimizzati; dall’ altra i rappresentanti del male assoluto. Che, nel libro boldriniano, sono ovviamente identificati con i populisti. Matteo Salvini e la Lega in primis, ma pure i 5 stelle appaiono di frequente, e spesso con uscite piuttosto truci”.

Bisognerebbe chiedere alla Boldrini perché allora sia entrata in un partito che governa assieme ai vecchi nemici pentastellati. Borgonovo afferma che esiste una sorta di “modello binario proposto dall’ ex presidente della Camera è del tutto analogo al sistema odiatorio che lei vorrebbe condannare. Descrivere ogni critico dell’immigrazione di massa come un pericoloso nazista significa cacciare l’ avversario dal consesso civile, e magari giustificare la violenza (verbale e persino fisica) contro di lui. Picchiare o insultare un nazista è giusto, no? Odiare l’odiatore è sacrosanto, vero?”.

In base a questa logica, sottolinea il giornalista, “ogni soppressione delle opinioni scorrette è giustificata”. Eppure lei non è ostracizzata come sempre più spesso accade per persone che non seguono il dettame del politicamente corretto. Tra questi, solo per citare gli ultimi casi, Mario Giordano, Fausto Biloslavo, Marco Gervasoni che si sono visti negare spazi, sale, incarichi universitari per le proprie opinioni. Sull’odio riversato contro Giorgia Meloni o contro lo stesso Salvini l’attenzione è decisamente più bassa.

“Succede perché loro non sono «vittime», ma vengono presentati come gli odiatori per eccellenza. È così che il vittimismo crea il nemico e poi tenta di abbatterlo”, conclude Borgonovo.

Ora resta da capire se il libro avrà successo. Nel caso contrario si potrà sempre dare la colpa populisti, fascisti, razzisti, xenofobi, bigotti e quant’altro.

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