KATA, L’ANNUNCIO POCO FA CHE PORTA IN ROMANIA

 

Dov’è  Kata, la bimba di 5 anni di origini peruviane di cui si sono perse le tracce sabato 10 giugno pomeriggio? Parliamo di un vero e proprio giallo e intanto il tempo sta passando. Undici giorni, sono quelli trascorsi dalla scomparsa di Kataleya Alvarez.

Quando la madre è rientrata da lavoro nello stabile,  ex hotel Astor, in cui viveva con la sua bambina e il figlio maggiore, di 8 anni, non l’ha più trovata. E’ da qui che tutto è iniziato. Un vero e proprio incubo, quello che la famiglia sta vivendo e che rappresenta un rebus per gli inquirenti dal momento che della minore non vi è nessuna traccia.

Pià passa il tempo, più si teme, ovviamente, che possa esserle successo qualcosa di grave. Un caso che sta  tenendo tutti, dagli inquirenti, agli italiani, con il fiato sospeso per le sorti della splendida bambina di cui non sono state trovate tracce nel  corso delle due maxi ispezioni, effettuate domenica  18 e lunedì 19 giugno dai reparti speciali dei carabinieri.

Sappiamo che lo stabile, occupato abusivamente da 130 persone, è stato sgomberato per far si che si potesse procedere alle ricerche accurate di Kata ma se la bambina  non è più nell’hotel,  resta da capire chi l’ha portata via e come.

In quest’intricato scenario, poco fa è arrivato un annuncio che porta in Romania.

Undici giorni  trascorsi e di Mia Kataleya Alvarez Chiclio neanche l’ombra. L’ex hotel è stato scandagliato in lungo e in largo, stanza per stanza,  sul tetto, nei sotterranei, nelle intercapedini, nei cunicoli, in ogni spazio, anche in quelli apparentemente non di passaggio abituale. Si è cercato Kata nei cassonetti, nei tombini, nelle fogne ma nello stabile di via Maragliano lei non c’è. 

Questa è l’unica certezza. Della bimba non vi è traccia, né in vita, né deceduta, ossia del suo corpicino. L’ex comandante dei Ris Luciano Garofalo, consulente della famiglia Alvarez,  sostiene che chi l’ha portata via aveva un piano preciso e  il profilo della bimba peruviana è stato inserito nei database dell’Interpol. Purtroppo non ci sono controlli doganali nello spazio Schengen e questo  potrebbe aver favorito qualcuno che forse cercava di portare Kata all’estero.

In queste ore, però, oltre all’ipotesi del sequestro di persona a scopo di estorsione, gli investigatori iniziano a pensare ad un’altra ipotesi davvero agghiacciante: quella della pedofilia.  Sulla quale di quanto riportato su Il Messaggero,  a 300 metri dall’ingresso dell’ex hotel sgomberato c’è un punto di snodo per la Romania.

La titolare di una gastronomia che si trova in via Pietro Toselli,  al quotidiano, ha dichiarato:  «Qui ogni sabato arrivano furgoni diretti in Romania. I tanti romeni che abitano in zona, compresi gli abusivi che abitavano all’Astor, caricano la merce che vogliono inviare ai familiari», aggiungendo: : «La bambina è sparita proprio di sabato. E la mamma, dalle 15.30 che è tornata, ha aspettato la sera per chiamare i carabinieri. Ci sarebbe stato tutto il tempo per i sequestratori di caricarla su un furgone e portarla via».

Un racconto che prosegue così: : «La vedevo passare insieme alla famiglia per andare a Le Cascine, era così bella».  La pista che Kata possa trovarsi in Romania sta prendendo piede e il giallo della sua scomparsa diventa sempre più fitto.