Invasione di serpenti in Italia, l’esperto: “Cosa fare se ne vedete uno”

Con l’estate entrata nel vivo, si moltiplicano le segnalazioni di serpenti avvistati in giardini privati, parchi cittadini, strade di campagna e addirittura lungo le spiagge. Un fenomeno che interessa diverse regioni italiane e che sta generando una certa preoccupazione tra i cittadini, spesso impreparati a confrontarsi con la presenza di questi rettili.
Tuttavia, secondo gli esperti, non si tratta affatto di un’anomalia improvvisa. L’incremento degli avvistamenti è piuttosto legato a fattori ambientali ben precisi: in primis, l’aumento delle temperature, la siccità e la conseguente scarsità di risorse idriche.
I serpenti, come molti altri animali selvatici, tendono quindi ad avvicinarsi alle aree urbane per cercare cibo e acqua, soprattutto durante i periodi più caldi dell’anno. In Italia sono presenti circa 23 specie di serpenti, ma solo quattro di queste sono velenose, e appartengono tutte al genere delle vipere.
Più frequentemente, gli esemplari che si incontrano nei giardini o nei parchi sono del tutto innocui. Questi rettili svolgono un ruolo fondamentale nell’equilibrio dell’ecosistema, tenendo sotto controllo le popolazioni di roditori e piccoli animali.
Come comportarsi se ci si imbatte in uno dei questi rettili? Per la maggior parte delle persone un incontro del genere può suscitare grande apprensione. Il serpente, come si sa, non è tra le specie più amate. Gli esperti hanno fornito alcune linee guida utili per gestire al meglio la situazione. “State lontani da…”:
Con l’arrivo della stagione calda, nei campi coltivati, nelle zone boschive e tra i canneti umidi del Comune di Fiumicino è sempre più facile imbattersi in qualche serpente intento a prendere il sole o a scivolare tra l’erba alta. Un incontro che spesso provoca allarme, ma che nella maggior parte dei casi è del tutto innocuo.
Le specie che popolano il litorale romano, infatti, sono per lo più inoffensive per l’uomo e rivestono un ruolo cruciale per l’equilibrio degli ecosistemi. “Ancora oggi – spiega il naturalista Riccardo Di Giuseppe – i serpenti continuano a essere oggetto di pregiudizi antichi e infondati. Associati a immagini demoniache e malefiche, sono stati spesso oggetto di persecuzioni ingiustificate. Eppure sono animali straordinari, indispensabili nella catena alimentare e utili per contenere la proliferazione di roditori e altri piccoli vertebrati.”
A essere presenti sul territorio di Fiumicino sono serpenti autoctoni, perfettamente integrati nell’ambiente naturale e fondamentali per la biodiversità. Tra le specie più comuni troviamo il biacco (Hierophis viridiflavus), serpente nero con macchie gialle, del tutto innocuo e utile per il controllo dei topi.
La natrice dal collare (Natrix helvetica) è invece una biscia d’acqua che predilige zone umide. Altro esemplare frequente è il saettone (Zamenis longissimus), agile e arboricolo, mentre il cervone (Elaphe quatuorlineata), il più imponente tra i serpenti della zona, raggiunge quasi i due metri.
Osservare da lontano, non avvicinarsi e soprattutto non tentare di colpire o catturare l’animale, molte specie sono infatti protette dalla normativa vigente. In situazioni particolari, è consigliabile avvisare le autorità competenti. Educare alla conoscenza di questi rettili è il primo passo per superare la paura e imparare a convivere con creature che, più che un pericolo, rappresentano una risorsa per l’ambiente.


