INPS, più visite fiscali nel 2026: cosa cambia per i lavoratori
Nel 2026 l’INPS rafforzerà i controlli sulle assenze per malattia dei lavoratori. L’obiettivo è contrastare l’assenteismo e verificare la reale condizione di chi ha presentato un certificato medico. Secondo le stime diffuse negli ultimi mesi, i controlli domiciliari potrebbero arrivare a oltre 400mila visite fiscali, con un monitoraggio più capillare rispetto agli anni precedenti.
Più controlli sulle assenze per malattia
L’aumento delle verifiche non deriva da nuove norme, ma da un’intensificazione delle attività di controllo da parte dell’INPS e dei datori di lavoro. Le visite fiscali servono a verificare che il lavoratore sia realmente impossibilitato a svolgere la propria attività e che rispetti gli obblighi previsti durante la malattia.
I controlli possono essere disposti in qualsiasi giorno, compresi sabato, domenica e festivi, e possono essere ripetuti più volte durante il periodo di prognosi indicato nel certificato medico.
Le fasce orarie in cui devi essere a casa
Nel 2026 restano in vigore le stesse fasce di reperibilità per lavoratori pubblici e privati. Durante questi orari il dipendente deve trovarsi all’indirizzo indicato nel certificato medico:
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10:00 – 12:00 (fascia mattutina)
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17:00 – 19:00 (fascia pomeridiana)
Queste fasce valgono tutti i giorni della settimana, inclusi weekend e festivi.
Se il lavoratore deve spostarsi temporaneamente dal domicilio, deve comunicarlo tempestivamente per evitare contestazioni nel caso in cui arrivi il medico fiscale.
Cosa succede se non sei a casa
Le conseguenze di un’assenza ingiustificata alla visita fiscale possono essere molto pesanti. La normativa prevede:
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Prima assenza: sospensione totale dell’indennità di malattia per i primi 10 giorni.
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Seconda assenza: riduzione del 50% dell’indennità per il periodo successivo.
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Terza assenza: perdita totale dell’indennità per il resto della malattia.
Nei casi più gravi o in presenza di comportamenti sospetti, il datore di lavoro può arrivare anche al licenziamento per giusta causa.
Quando è più probabile ricevere un controllo
Le visite fiscali possono essere richieste sia dall’INPS sia dal datore di lavoro. Alcune situazioni aumentano la probabilità di controllo, ad esempio:
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malattie brevi ma frequenti;
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assenze ripetute vicino ai weekend;
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certificati con prognosi variabile;
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segnalazioni del datore di lavoro.
L’obiettivo dell’INPS
L’intensificazione dei controlli mira soprattutto a garantire l’uso corretto dei permessi per malattia e a ridurre gli abusi. Per i lavoratori che rispettano le regole non cambia nulla, ma chi non si fa trovare durante le fasce di reperibilità rischia sanzioni economiche e disciplinari molto severe.