“Indagato!”. Il noto politico italiano nei guai: accuse gravi

Un’indagine giudiziaria che coinvolge il mondo delle istituzioni torna ad accendere il dibattito politico. La vicenda riguarda il sindaco di Udine Felice Alberto De Toni, che, secondo quanto riportato da alcune testate locali, risulterebbe iscritto nel registro degli indagati della Procura di Udine per l’ipotesi di reato di corruzione elettorale.
Il procedimento, ancora nella fase preliminare, dovrà chiarire la natura dei fatti oggetto degli accertamenti e le eventuali responsabilità. Come previsto in questi casi, l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto necessario per consentire lo svolgimento delle verifiche investigative e non costituisce un’accertamento definitivo di colpevolezza.
Nella stessa inchiesta risultano coinvolti anche il consigliere di opposizione Stefano Salmè e Daniela Perissutti, compagna del consigliere e vicepresidente di Arriva Udine, società partecipata che gestisce il trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano.

L’esposto presentato dall’opposizione
L’indagine della Procura di Udine sarebbe nata da un esposto presentato nel 2024 da dodici consiglieri di opposizione, con l’eccezione dello stesso Salmè.
Nel documento veniva chiesto alla magistratura di approfondire alcuni episodi ritenuti collegati alla campagna elettorale e alle successive decisioni amministrative adottate dopo l’elezione di De Toni.
L’obiettivo degli inquirenti è verificare se vi siano stati eventuali accordi o collegamenti tra promesse politiche, sostegni elettorali e incarichi successivamente assegnati.
I due episodi sotto esame
Gli accertamenti riguarderebbero in particolare due vicende.
La prima riguarda un presunto accordo raggiunto prima del ballottaggio con Ivano Marchiol, che dopo la vittoria elettorale di De Toni è stato nominato assessore.
La seconda riguarda invece la nomina di Daniela Perissutti all’interno della società partecipata Arriva Udine. Secondo quanto sostenuto nell’esposto, l’incarico avrebbe potuto essere collegato a un possibile sostegno ricevuto durante la campagna elettorale.
Per entrambi gli episodi era stata richiesta l’archiviazione. La posizione di Stefano Salmè, tuttavia, è stata oggetto di opposizione da parte dei consiglieri firmatari dell’esposto, portando la questione davanti al giudice per le indagini preliminari.
L’udienza fissata a settembre
Il Gip del Tribunale di Udine Cinzia Del Torre ha fissato per settembre un’udienza nella quale dovrà valutare il futuro del procedimento.
Al termine dell’esame, il giudice potrà confermare l’archiviazione definitiva oppure disporre ulteriori approfondimenti, chiedendo alla Procura di proseguire le indagini su eventuali aspetti ancora da chiarire.
I consiglieri dell’opposizione che hanno presentato l’esposto, secondo quanto riportato da TV12, sono assistiti dall’avvocato Maurizio Miculan, mentre il sindaco De Toni è difeso dall’avvocato Luca Ponti.
Attesa per gli sviluppi giudiziari
La vicenda resta dunque in una fase iniziale e sarà l’evoluzione dell’inchiesta a stabilire se emergeranno elementi tali da richiedere nuovi accertamenti o se il procedimento potrà concludersi con un’archiviazione.
Nel frattempo l’attenzione resta puntata sull’udienza di settembre, quando il Gip sarà chiamato a una prima valutazione sul possibile prosieguo dell’indagine.