Inchiesta, ritardi e stipendi d’oro: quanto ci sta costando davvero il Ponte sullo Stretto

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina continua a essere al centro di accese discussioni che coinvolgono aspetti tecnici, politici e economici. Nonostante siano trascorsi diversi anni dall’avvio delle iniziative, l’opera resta ancora un’idea in fase di sviluppo, con numerosi ostacoli che ne rallentano la realizzazione e costi crescenti che gravano sulle finanze pubbliche.
Indagini e polemiche giudiziarie Recentemente, si è aggiunta una nuova dimensione alle controversie: un’inchiesta della Procura di Roma coinvolge figure di rilievo legate all’iter autorizzativo del progetto. Tra gli indagati figurano Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio. Secondo le accuse, ci sarebbero stati contatti e promesse illecite volte a favorire l’approvazione del progetto, con ipotesi di corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Le accuse respinte dagli interessati, che si dichiarano estranei ai fatti, alimentano comunque il clima di incertezza politica e giudiziaria che circonda l’intera operazione.
Ritardi e ostacoli tecnici e ambientali Il percorso del Ponte si è caratterizzato negli ultimi anni da continui rallentamenti, dovuti a molteplici fattori. Problemi tecnici, in particolare riguardo alla sicurezza sismica e alla complessità strutturale dell’opera, si sono mescolati a questioni ambientali e a ricorsi presentati da cittadini e associazioni. Le prescrizioni imposte dagli enti competenti e le contestazioni legali hanno ritardato più volte l’approvazione definitiva, con slittamenti delle scadenze e bocciature, come quella recente da parte della Corte dei Conti, che hanno ulteriormente complicato il quadro.
I costi della società pubblica e le spese in crescita Nonostante l’opera non sia ancora stata realizzata, la società incaricata di gestire il progetto, Stretto di Messina Spa, sostiene costi elevati. Dal rilancio del 2023, la struttura aziendale si è espansa rapidamente. Attualmente, la società conta 114 dipendenti, tra dirigenti, quadri e impiegati, con un costo annuo dei dirigenti che supera i 6 milioni di euro e una spesa totale per il personale di circa 11,5 milioni di euro, in aumento rispetto all’anno precedente.
Oltre alle spese di personale, i costi degli organi societari e delle consulenze fanno salire la cifra totale a oltre 19 milioni di euro all’anno. Questa spesa, già consistente, si inserisce in un contesto di costi complessivi stimati in circa 14,5 miliardi di euro – una cifra superiore di molto rispetto alle previsioni iniziali formulate oltre vent’anni fa.
Un conto che potrebbe lievitare ulteriormente Sul versante economico, le preoccupazioni sono ancora più accentuate dai contenziosi aperti. Tra questi, spicca la disputa tra Stretto di Messina Spa ed Eurolink, il consorzio guidato da Webuild, che avrebbe richiesto circa 700 milioni di euro di risarcimento a causa della mancata esecuzione del contratto dopo lo stop del 2012. Se questa controversia dovesse culminare in una sentenza sfavorevole, potrebbe comportare ulteriori aggravamenti per le casse dello Stato.