“In Onda”, l’attacco a Ursula von der Leyen: “Sdraiata come Meloni”

Durante l’ultima puntata del programma televisivo “In Onda”, in onda su La7 e condotto da Marianna Aprile e Luca Telese, si è acceso un acceso dibattito sull’accordo commerciale recentemente siglato tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Al centro della discussione, l’incontro tra il presidente americano Donald Trump e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che ha suscitato numerose critiche, tra cui quelle particolarmente dure della giornalista Daniela Preziosi.

Le critiche di Daniela Preziosi: “Scena penosa, una resa totale”

Ex-giornalista del Manifesto e attualmente collaboratrice del quotidiano Domani, Preziosi ha espresso un giudizio molto severo sull’atteggiamento europeo durante l’incontro. “Von der Leyen che dice a Trump ‘sei bravissimo, ci hai fatto del male’… Ma quando mai?”, ha commentato, sottolineando come questa scena rappresenti una “penosa” rappresentazione di una postura europea troppo remissiva. Secondo Preziosi, si tratta di una “rappresentazione sbagliata della postura europea e di un cedimento totale alla narrativa americana”.

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La giornalista ha poi aggiunto: “Se vogliamo essere una comunità, dobbiamo difendere la nostra dignità. E invece ci siamo sdraiati”. La critica si estende anche alla politica italiana, con un riferimento diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Von der Leyen è sdraiata su quella narrativa, come capita anche alla nostra presidente del Consiglio”.

Critiche alla gestione delle trattative e alla linea della Commissione

Preziosi ha puntato il dito contro il modo in cui la Commissione Europea ha condotto le trattative commerciali, accusando i vertici di mancanza di fermezza e di aver rinunciato a strumenti negoziali fondamentali. “Ha accettato di lavorare a mani legate, seguendo i consigli di governi quasi tutti di destra, salvo due eccezioni socialiste come Spagna e Danimarca. Il resto della Commissione sembra simpatizzare per una destra estrema, e Von der Leyen si è adattata”.

Secondo la giornalista, questa linea avrebbe tradito il mandato del Parlamento europeo, che aveva sostenuto Von der Leyen nella precedente legislatura, ma che ora si sarebbe lasciata convincere da una virata a destra nel tentativo di mantenere il ruolo, perdendo di fatto il sostegno politico.

Il paragone con Zelensky e l’attacco alla strategia europea

Preziosi ha usato un paragone forte per evidenziare la differenza di atteggiamento tra la presidente della Commissione e altri leader politici: “È stato più dignitoso Zelensky quando è stato bullizzato da Trump. Lui ha reagito, ha combattuto. Lei invece si è presentata con il fazzoletto bianco”.

L’analisi si è concentrata anche sulla strategia europea rispetto alla crisi ucraina. La giornalista ha criticato l’Europa per aver cercato di “ingraziarsi Trump anche sul dossier Ucraina”, ma in modo remissivo e senza la necessaria autonomia politica. “Stiamo rinunciando alla nostra autonomia strategica e lo facciamo in silenzio, senza nemmeno minacciare di tassare le big tech. E il nostro governo è stato il primo a dire che va bene così. Incredibile”.

Un dibattito acceso e un’Europa in difficoltà

Le parole di Preziosi hanno acceso il dibattito in studio e sui social, dove il suo intervento è diventato virale. La giornalista ha evidenziato un punto cruciale: il rapporto tra Europa e Stati Uniti in un momento di grande incertezza geopolitica, con un’America che torna ad essere imprevedibile e un’Europa che fatica a trovare una linea autonoma e forte.

Il discorso ha anche un riflesso interno sulla politica estera italiana, che secondo Preziosi si sarebbe troppo allineata alla linea della Commissione, senza cogliere l’opportunità di affermare una posizione più indipendente. “Siamo andati lì senza nemmeno pretendere la digital tax. È un fallimento totale”.