Il post di Ferragosto che incendia i social

 

Ilaria Salis ha pubblicato su Instagram una foto davanti al “Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo, esposto al Museo del Novecento di Milano. Pugno chiuso alzato, auguri di Ferragosto e un messaggio simbolico che puntava a richiamare la storia del movimento operaio. Il risultato? Un’ondata di reazioni che, oltre al plauso dei sostenitori, ha raccolto una raffica di critiche feroci, anche da profili dichiaratamente di sinistra.

«Abbassa quel pugno»: gli attacchi da sinistra

Tra i commenti più condivisi, la stoccata di un utente su X: «Abbassa quel pugno… i veri comunisti erano i lavoratori degli anni ’70. Tu che c’entri col Quarto Stato?». Nel mirino, il presunto scarto tra i simboli della lotta sociale e l’immagine pubblica dell’eurodeputata, accusata da alcuni di rappresentare una “sinistra dei privilegi”. È il segnale di una frattura che corre anche dentro l’area progressista: chi rivendica la tradizione operaia mal digerisce i gesti ritenuti puramente iconici.

La critica politica: la linea Baldelli (FdI)

Alle bordate social si è aggiunta la voce del deputato di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli«Quel quadro rappresenta chi la casa se la conquistava con il lavoro. Il pugno chiuso oggi difende chi la occupa abusivamente a danno di chi se l’è guadagnata». Un’accusa netta, che sposta il focus dal gesto simbolico ai temi securitari e alla questione abitativa, terreno su cui la destra punta a marcare distanza.

La sferzata sulla “sinistra al caviale”

Non mancano i sarcasmi: su Facebook, la commentatrice Paola Pulga parla di «pugno chiuso e più di 8 mila euro netti al mese: la sinistra al caviale». Il refrain è noto: l’uso dei simboli viene letto come coerenza da dimostrare nella vita e nel portafogli, con l’inevitabile processo mediatico su stipendi, ruoli e coerenza personale.

Che cosa rappresenta davvero il “Quarto Stato”

Il dipinto di Pellizza (1901) è diventato icona delle rivendicazioni popolari a cavallo tra Ottocento e Novecento. Il titolo evoca il quarto stato, gli strati subalterni fuori dai ceti dominanti, poi identificati con la classe operaia in età industriale. La tela, marcia compatta verso lo spettatore, è spesso richiamata per dare legittimità storica a battaglie contemporanee. Ma cosa succede quando il simbolo si scontra con il tribunale dei social?

Simboli, rappresentanza e realtà

La foto di Salis riaccende la domanda di fondo: un gesto iconico può bastare a raccontare una posizione politica? Per alcuni è un richiamo necessario; per altri è pura performance, se non accompagnato da scelte legislative e comportamenti coerenti. In mezzo, il campo largo dei simpatizzanti che chiedono meno estetica della protesta e più pragmatismo su salari, casa, servizi.