Il 28 aprile 2016 interrogazione di Maurizio Rossi a Delrio sui rischi del Ponte Morandi: il PD non fece nulla!

 

La tragedia di oggi a Genova che, secondo le stime provvisorie, ha causato 22 morti e centinaia di feriti, forse si poteva evitare. Era il 28 aprile 2016, quando il senatore Maurizio Rossi di Scelta Civica depositava un’interrogazione a risposta scritta al ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, probabilmente ignorata dal governo abusivo del Partito Democratico.

Ecco un piccolo estratto dell’interrogazione pubblicata dal Sole24Ore:

– il viadotto Polcevera dell’autostrada A10, chiamato ponte Morandi, è una imponente realizzazione lunga
1.182 metri, costituita su 3 piloni in cemento armato che raggiungono i 90 metri di altezza che collega
l’autostrada Genova – Milano al tratto Genova – Ventimiglia, attraversando la città sulla Val Polcevera;

– recentemente, il ponte e stato oggetto di un preoccupante cedimento dei giunti che hanno reso necessaria un’opera straordinaria di manutenzione senza la quale e concreto il rischio di una sua chiusura;

– se non si predispone immediatamente una nuova strategia stradale di più ampio respiro del capoluogo
ligure, i mancati lavori di realizzazione della Gronda, sommati alla possibile futura chiusura totale o parziale
del Ponte Morandi, determinerebbero inevitabilmente il collasso dell’intero sistema viario genovese;

si chiede di sapere:

– i motivi per i quali il necessario iter amministrativo per la costruzione della Gronda di Genova è fermo da
anni e quale sia il cronoprogramma fissato per proseguire celermente nell’opera;
– a quanto ammontano le somme ad oggi percepite dagli aumenti autostradali concordati all’epoca con
Società Autostrade;
– se le disponibilità finanziarie, finalizzate alla costruzione della Gronda di Genova e incassate in anticipo da
Società Autostrade, siano state utilizzate per altre finalità o se siano state accantonate per la realizzazione
dell’opera;
– se corrispondano al vero le notizie che la Società Autostrade avrebbe chiesto al Ministero dei Trasporti,
una proroga della sua concessione a livello nazionale per 7 anni, adducendo come primaria motivazione
proprio la necessità di costruire la Gronda di Genova;
– se corrisponda al vero che la Societa Autostrade sostiene che la costruzione della Gronda di Genova abbia
un costo che la obbligherebbe, in mancanza di una proroga di 7 anni, ad aumentare le tariffe autostradali
sul territorio nazionale del 30%, mentre ottenendo la proroga, potrebbe contenere l’aumento tariffario
entro il 5%;
– se corrispondano al vero le notizie che il Governo abbia già chiesto una deroga in sede europea, per
l’eventuale gara da effettuare per l’assegnazione delle nuove concessioni autostradali, al fine di evitare di
ricorrere proprio all’istituto della gara. Questo al fine di accogliere la richiesta di proroga della Società
Autostrade che è strettamente legata alla costruzione della Gronda di Genova;
– prima di procedere con eventuali richieste di deroga, se non si ravvisi la necessità di fare il punto della
situazione con gli enti locali del territorio ligure e ĺa Società Autostrade, al fine di evitare che i lavori della
costruzione della Gronda di Genova possano essere strumentalmente utilizzati al solo fine di ottenere una
ulteriore proroga di 7 anni su tutto il territorio nazionale. Infatti l’eventuale proroga, non tutelerebbe di
certo dal rischio, poi, di non portare a compimento i lavori stabiliti perché senza le opportune garanzie il concessionario potrebbe motivare la mancata realizzazione dell’opera con ipotetiche colpe imputabili alle
amministrazioni locali. Cosa già accaduta in questi anni e che ha un fondo di assoluta verità;

 

Fonte: http://riscattonazionale.org/

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