I 5 Stelle senza dignità e vergogna. La triste fine di Di Maio, in ginocchio da Mastella per salvare la poltrona


Dopo l’appello di Beppe Grillo all’inciucione per salvare Conte (e il M5S), arriva pure quello di Luigi Di Maio ai “costruttori”, ossia Clemente Mastella. Partito come anti-casta, oggi il Movimento è un partito della casta, disposto a tutto pur di salvare la poltrona. Ecco quindi che il ministro degli Esteri pubblica un lungo post su Facebook, corredato da foto con sguardo fiero di chi scruta l’orizzonte… e ci vede il sindaco di Benevento, campione di trasformismo, cintura nera di capriole in Parlamento. Oggi pronto a dare una mano per salvare Conte e i grillini.

Di Maio attacca Renzi: “Strade definitivamente divise”

Di Maio si straccia le vesti per la crisi scatenata da Renzi e lo condanna senza appello. “Il mondo ci sta guardando e purtroppo non possiamo andarne fieri”, dice il titolare della Farnesina. Assicura mai più con Renzi: “L’Italia rischia così di essere macchiata in modo indelebile da un gesto che considero irresponsabile e che, come avevo anticipato, divide definitivamente le nostre strade“. Ricordiamo che Di Maio è lo stesso di “mai con il Pd” e ora ci governa assieme.

Giggino spera nel governo dei responsabili

Poi Di Maio dice che in questa terribile fase i punti saldi sono Mattarella, il solito Conte e l’Europa. Fin qui, niente di che. Ma a un certo punto il post anticipa dove vuole andare a parare. “Le nostre famiglie, i nostri figli e i nostri nonni hanno il diritto di avere al fianco un governo responsabile e maturo che abbia la forza di difendere il proprio comparto produttivo e occupazionale”. Governo responsabile sta per governo dei responsabili. E infatti Di Maio prosegue: “Responsabilità, badate bene, non è una parola vuota, bensì è l’essenza di ogni atto e decisione che assumeremo da qui ai prossimi giorni”.

Il titolare degli Esteri spera di essere salvato da Mastella

E proprio quando il tono diviene oltremodo altisonante, Di Maio svela il suo reale intento: aggrapparsi a Mastella, che fu ministro di Berlusconi e poi ministro di Prodi (che poi fece pure cadere). L’uomo giusto al momento giusto (si fa per dire). In effetti è la moglie Sandra Lonardo, senatrice eletta in Forza Italia e poi passata al Misto (nel solco del coniuge), che potrebbe fare la differenza. “Siamo chiamati, oggi, a compiere una scelta davanti a un bivio che ci segnerà per sempre: la ripresa o l’immobilismo, la rinascita o la depressione economica e sociale”, echeggia il monito di Giggino. Ma subito dopo arriva la parola chiave: costruttori. Che poi sarebbe la nuova versione di responsabili, che poi sarebbero appunto i Mastella della situazione. “Il mio appello si rivolge dunque a tutti i costruttori europei che, come questo Governo, in Parlamento nutrono la volontà di dare all’Italia la sua opportunità di ripresa e di riscatto. Insieme, possiamo mantenere la via”.

Il no di Mattarella a un governo che si poggia su singoli responsabili

La via di cui parla Di Maio è quella che porta alla sua poltrona, ovviamente. E come lui, tutti i grillini stanno cercando disperatamente di tenersi strette le poltrone. Anche a costo di rivolgersi ai campioni della casta. A vecchi arnesi della politica che scalpitano per tornare in auge. Peccato che loro e i grillini non tengano conto dei paletti chiaramente espressi dal presidente della Repubblica. Un nuovo governo deve basarsi su una maggioranza solida, formata da gruppi parlamentari e non da singoli costruttori o responsabili.