Hotspot di Lampedusa al collasso. E i migranti non possono esser trasferiti

 

Centro di accoglienza di Lampedusa al collasso. Gli arrivi dei migranti negli ultimi giorni sull’isola maggiore delle Pelagie, ha fatto registrare numeri vertiginosi all’interno dell’hotspot con tutte le preoccupazioni che tali entità comportano.

Un periodo critico per l’isola siciliana che assiste continuamente agli arrivi di migranti e, il più delle volte, si trova a dover fronteggiare a situazioni critiche con un centro d’accoglienza non abbastanza capiente ad un’accoglienza di tale portata.

Attualmente sono circa 200 i migranti dentro l’hotspot a fronte dei 95 che possono essere ospitati. Oggi, le attività di trasferimento dei migranti presso altre strutture riprenderanno. Fino alla prima mattina circolavano voci circa l’impossibilità della normale circolazione dei mezzi di trasporto marittimi a causa delle avverse condizioni climatiche.

Le attuali condizioni meteorologiche hanno invece smentito ogni previsione e quindi, nel pomeriggio, il centro di accoglienza di Lampedusa potrà iniziare a respirare.

Nel frattempo non mancano i continui appelli del primo cittadino dell’isola Totò Martello che chiede aiuto al ministro dell’Interno. Il sindaco sostiene che non si può negare aiuto e ospitalità a chi ne ha di bisogno ma, allo stesso tempo, chiede che l’accoglienza avvenga seguendo delle regole ben specifiche.

Il primo cittadino ritiene necessaria e urgente l’introduzione di misure automatiche da attivare per evitare il sovraffollamento della struttura di accoglienza sia per garantire sicurezza ai suoi concittadini ma anche agli stessi migranti.

Delle modalità di accoglienza dei migranti a Lampedusa e, del “meccanismo automatico”, se ne parlerà oggi a La Valletta in un vertice tra i ministri dell’Interno di Italia, Malta, Francia, Germania e Finlandia.

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