“Hantavirus, c’è un altro caso”: riesplode la paura in Europa, l’annuncio

Un nuovo caso di Hantavirus è stato recentemente accertato tra i membri dell’equipaggio della nave Hondius, coinvolta in un focolaio che ha già causato tre vittime e attirato l’attenzione delle autorità sanitarie mondiali. A confermare la notizia è stato il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, aggiornando il bilancio dell’emergenza sanitaria in corso.

Il contagio riguarda un uomo sbarcato a Tenerife e successivamente rimpatriato nei Paesi Bassi, attualmente in isolamento mentre le autorità continuano a monitorare tutte le persone entrate in contatto con lui durante il viaggio. Con questa nuova diagnosi, il totale dei casi confermati sale a 12, mentre i decessi restano ancorati a tre.

L’Origine e la Trasmissione del Virus

Gli esperti sottolineano che i primi contagi potrebbero essere avvenuti attraverso l’inalazione di particelle contaminate dagli escrementi di roditori infetti. Il ceppo identificato è quello andino dell’Hantavirus andino, che si distingue per la capacità di trasmettersi anche da persona a persona, aumentando così il rischio di diffusione.

La nave Hondius, battente bandiera olandese, aveva preso il via il 1° aprile dall’Argentina per una traversata transatlantica, che si è trasformata in una crisi sanitaria. Dopo aver attraversato l’Atlantico, la nave è rimasta bloccata al largo di Capo Verde prima di raggiungere Tenerife, dove il 10 maggio si sono verificati i primi sbarchi di passeggeri e parte dell’equipaggio. L’ultima fase di questa vicenda si è conclusa il 18 maggio, quando la nave è arrivata nel porto di Rotterdam con ancora 27 persone a bordo. Successivamente, l’imbarcazione è stata sottoposta a disinfezione e l’equipaggio messo in quarantena, un passaggio cruciale per contenere il focolaio.

Monitoraggio e Misure di Contenimento

Le autorità sanitarie internazionali sono in allerta per monitorare attentamente il lungo periodo di incubazione del virus, che potrebbe protrarsi fino al 21 giugno, secondo le stime del virologo Fabrizio Pregliasco. La quarantena, già lunga, resta uno degli strumenti principali per arginare la diffusione, anche se si teme la possibilità di falsi negativi nelle prime settimane di osservazione.

Attualmente, circa 300 persone tra passeggeri, membri dell’equipaggio e viaggiatori coinvolti nei voli collegati sono sotto sorveglianza. Tra queste, cinque persone a bordo del volo Johannesburg-Amsterdam sono state classificate come contatti ad alto rischio, mentre altre cinquanta sono considerate a basso rischio ma continuano a essere monitorate. L’attenzione rimane alta anche per eventuali nuovi casi che potrebbero emergere nelle prossime settimane.

Implicazioni per la Comunità Scientifica e le Autorità

Il focolaio sulla Hondius ha suscitato un acceso dibattito tra gli esperti internazionali. Un gruppo di ricercatori ha pubblicato un appello sul British Medical Journal, chiedendo all’OMS di rivedere e potenziare le strategie di contrasto ai virus respiratori e alla trasmissione aerea. Don Milton, tra gli autori dell’appello, ha evidenziato come si stia assistendo a una trasmissione da persona a persona di un patogeno con un elevato tasso di mortalità, rendendo evidente la necessità di aggiornare le misure di prevenzione.

Indagini sull’Origine del Focolaio

Le autorità argentine, coinvolte nelle prime fasi dell’emergenza, hanno annunciato l’avvio di un’indagine a Ushuaia, città di partenza della nave. Una squadra scientifica sta cercando di individuare eventuali roditori portatori del virus, dato che l’Hantavirus non veniva segnalato nella regione da oltre 30 anni. I risultati di queste indagini potrebbero fornire indicazioni fondamentali sulle origini del focolaio e aiutare a prevenire future epidemie.