Greta Thunberg torna a casa, chi le pagherà il viaggio di rimpatrio: il colpo di scena

Dopo settimane di tensione e controversie, decine di attivisti internazionali coinvolti nella missione della Global Sumud Flotilla sono stati rimpatriati oggi nei loro Paesi d’origine. Tra loro, la giovane attivista svedese Greta Thunberg, simbolo mondiale della lotta per il clima e ora anche per i diritti umani, ha fatto ritorno in Europa, portando con sé testimonianze di detenzione e maltrattamenti che hanno acceso un acceso dibattito internazionale.

Il ritorno degli attivisti, secondo quanto riportato da Ynet News, è stato possibile grazie a voli organizzati dai rispettivi governi. La Grecia ha messo a disposizione un aereo per 27 cittadini, tra cui Greta Thunberg, mentre la Slovacchia ha provveduto al rimpatrio di circa dieci attivisti. Anche l’Italia ha annunciato il rientro di circa 15 attivisti, con un volo charter diretto ad Atene, come confermato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Tutti i rientri sono stati effettuati a spese dei rispettivi Paesi, con l’assistenza delle ambasciate durante le operazioni di trasferimento.

Le condizioni di detenzione e le accuse di maltrattamenti hanno suscitato forti polemiche. Secondo quanto riportato da Haaretz, nove membri della Flotilla sono tornati in Svizzera denunciando di essere stati sottoposti a condizioni disumane durante la detenzione in Israele. Tra le testimonianze più dure, quella di Greta Thunberg, che ha raccontato di essere stata rinchiusa in una cella infestata da cimici e di aver subito mancanza di cibo e acqua. Le sue accuse sono state however respinte dal ministero degli Esteri israeliano, che le ha definite “sfacciate menzogne”. Al contrario, alcune testimonianze hanno riferito di perquisizioni brusche e interrogatori severi, ma senza maltrattamenti fisici, come ha precisato la parlamentare italiana Benedetta Scuderi, tra i primi a essere rimpatriati.

Mentre si conclude il primo ciclo di rimpatri, la missione della ‘Flotilla bis’ prosegue. Secondo fonti di Leggo, la flottiglia continua a navigare verso la Striscia di Gaza, con nove imbarcazioni della ‘Freedom Flotilla Coalition’ e della ‘Thousand Madleens’ partite da Catania e Otranto. Tuttavia, due delle barche, la Al Awda e la Ghassan Kanafani, hanno dovuto interrompere il viaggio a causa di avarie e di un fermo imposto dalla polizia portuale greca.
Il progetto della Global Sumud Flotilla, nato con l’obiettivo di portare aiuti umanitari e sensibilizzare l’opinione internazionale sulla crisi di Gaza, ha acceso un dibattito acceso sulla libertà di azione dei civili in contesti di crisi e sulle modalità di intervento delle autorità israeliane. La vicenda di Greta Thunberg e degli altri attivisti ha evidenziato le tensioni tra diritti umani, sovranità e sicurezza, alimentando un confronto globale che si prevede continuerà nei prossimi giorni.