Greta Thunberg, protesta shock in Italia! Scatta il daspo: “Qui non potrà più venire”
Una manifestazione di forte impatto visivo ha scosso Venezia e altre città italiane, portando alla luce il crescente fermento del movimento ambientalista Extinction Rebellion. L’evento, culminato con la colorazione del Canal Grande di verde fluorescente, ha visto tra i protagonisti anche la celebre attivista svedese Greta Thunberg, che ha partecipato versando direttamente nel canale la sostanza colorante. La protesta, non autorizzata, ha portato all’allontanamento di Thunberg e di altri 36 attivisti con un daspo urbano di 48 ore, oltre a una sanzione amministrativa di 150 euro per ciascuno.
L’azione dimostrativa si è svolta in modo coordinato in diverse città italiane, con l’obiettivo di denunciare le politiche considerate “ecocide” dal movimento. Oltre Venezia, i manifestanti hanno tinguto di verde fiumi, canali e specchi d’acqua a Torino, Bologna, Milano, Taranto, Trieste e Palermo, utilizzando la fluoresceina, un colorante riconosciuto come innocuo e ampiamente impiegato in ambito scientifico. La scelta di questa sostanza ha suscitato un acceso dibattito tra sostenitori e detrattori: da un lato, gli attivisti rivendicano la sua sicurezza e il forte impatto visivo come strumenti di sensibilizzazione; dall’altro, le autorità e alcuni cittadini criticano l’inquinamento visivo e il potenziale rischio di danneggiamento ambientale.
L’azione veneziana ha visto Greta Thunberg posizionarsi sul Ponte di Rialto, dove ha versato personalmente la fluoresceina nel Canal Grande, e altri attivisti hanno contribuito versando il colorante da un vaporetto in transito. Immediatamente dopo, le forze dell’ordine sono intervenute, identificando i partecipanti e sequestrando uno striscione e strumenti musicali utilizzati durante la protesta. La reazione delle autorità regionali, in particolare del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, è stata dura: Zaia ha definito l’azione un “gesto poco rispettoso” e ha criticato la partecipazione di Greta Thunberg, sottolineando come l’obiettivo degli attivisti sembri più quello di “dare visibilità a sé stessi” che di sensibilizzare sui temi ambientali. Zaia ha inoltre espresso preoccupazione per il possibile impatto ambientale, anche se gli attivisti hanno assicurato che la fluoresceina è innocua.
La protesta veneziana si inserisce in una mobilitazione nazionale coordinata dal movimento Extinction Rebellion, che ha coinvolto dieci città italiane. La campagna, con lo slogan “Fermare l’ecocidio”, ha puntato a evidenziare le conseguenze delle politiche ambientali attuali, utilizzando azioni simboliche in luoghi di grande valore storico e ambientale. Tra i siti coinvolti figurano i Murazzi di Torino, il Reno a Bologna, i Navigli di Milano, il torrente Parma, il fiume Tara a Taranto, le acque di Trieste e il porto de La Cala a Palermo, oltre a fontane e piazze urbane come Prato della Valle a Padova e Piazza De Ferrari a Genova.
Il movimento ha rivendicato l’uso della fluoresceina come strumento di protesta innocuo, sottolineando la sua diffusione in ambito scientifico e professionale. Tuttavia, il suo impiego in contesti urbani e storici di grande valore ha riacceso il dibattito sulla liceità di tali azioni e sulla loro efficacia nel sensibilizzare l’opinione pubblica senza arrecare danni ambientali o culturali.
L’onda verde di protesta, che ha coinvolto decine di città italiane, testimonia la crescente mobilitazione di cittadini e attivisti per chiedere azioni concrete contro il cambiamento climatico e la distruzione ambientale. Mentre le autorità regionali e nazionali si confrontano con queste forme di protesta, il dibattito sulla legittimità e sulla strategia delle manifestazioni di impatto visivo rimane aperto, evidenziando la tensione tra diritto alla protesta e tutela del patrimonio storico e naturale.