Grasso pronto a entrare nell’accordo Pd-M5S: «Ci sono anche io». E la Boldrini sogna

Piano piano hanno messo la testa fuori. Sono Pietro Grasso e Laura Boldrini. Toc, toc stanno bussando non tanto timidamente alla porta: «Ci siamo anche noi», Dove? Nella prossima eventuale alleanza. O meglio, nell’ammucchiata dell’inciucio. «Un governo col M5s? Ci starei certamente», annuncia Grasso. «Ci sono tanti temi in comune tra noi, M5s e Pd». Quali? «L’equità sociale, la lotta all’evasione fiscale, l’economia circolare, il rapporto con l’Europa».

«Peraltro – aggiunge – come ha ricordato qualche giornale, quando io sono stato eletto presidente del Senato, sono stati proprio i 5 Stelle ad aver consentito questa elezione». Parole pronunciate ai microfoni di Ma cos’è quest’estate, su Radio24. «Ci sono e ci possono essere le condizioni per costruire una diversa maggioranza che rientra perfettamente nei limiti costituzionali. I temi di convergenza sono già sul tappeto. Si tratta di individuare i possibili punti di divergenza per poter trovare quello che in politica è qualcosa di essenziale: il compromesso positivo, cioè il compromesso finalizzato a trovare un accordo per andare avanti e per fare il bene dei cittadini. E non credo che in questo momento il voto anticipato farebbe il bene dei cittadini».

Laura Boldrini a parole si dichiara contro l’inciucio Pd-M5s. Ma sogna l’ammucchiata rossa. «Al Pd dico che questo è il momento di unirsi, non di dividersi. Andiamo al voto, ma dopo aver fatto le primarie tra le forze progressiste». Però, dopo le dichiarazioni di Grasso qualcosa è cambiato. E lei può giocarsi le carte per avere un ruolo nell’inciucio. Come medaglia porta tutte le critiche ricevute da Salvini. E questo è come un lasciapassare. Per le poltrone.

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