Garlasco, spunta l’audio choc della mamma di Chiara dopo il delitto: “Lo so, lui…”

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua a far discutere e a sollevare interrogativi mai del tutto chiariti. Un dettaglio emerso dalle carte dell’inchiesta, e tornato recentemente al centro dell’attenzione mediatica, riporta sotto i riflettori una telefonata avvenuta poche ore dopo il delitto, una conversazione che oggi viene riletta con occhi diversi.
Era il 13 agosto 2007 quando la giovane venne trovata senza vita nella villetta di famiglia in via Pascoli, a Garlasco. Da quel giorno il caso è diventato uno dei più controversi della cronaca italiana, attraversando anni di indagini, processi e ricostruzioni spesso contrastanti.

A riaccendere il dibattito è stata la diffusione dell’audio di una telefonata trasmessa dalla trasmissione Chi l’ha visto?. Sono le 8:34 del 14 agosto 2007 quando il telefono di casa di Alberto Stasi squilla. A chiamare è Rita Preda, madre di Chiara, che vuole sincerarsi delle condizioni del fidanzato della figlia dopo il trauma delle ore precedenti.
La conversazione, breve ma intensa, restituisce tutta la drammaticità di quei momenti. Con la voce spezzata dal dolore, Rita Preda si rivolge alla madre di Stasi, Elisabetta Ligabò, pronunciando parole destinate negli anni a far discutere: “Lo so, lui non c’entra niente”.
Dall’altra parte del telefono, Ligabò racconta che il figlio sarebbe stato interrogato a lungo dai carabinieri. “L’hanno torchiato da matti”, riferisce, aggiungendo che Alberto Stasi non avrebbe avuto né graffi né tracce di sangue addosso.
Ma è nella parte finale della telefonata che emerge un dettaglio oggi tornato al centro delle analisi investigative. Le due donne cercano di ricostruire ciò che potrebbe essere accaduto quella mattina nella villetta di via Pascoli. Rita Preda ricorda un’abitudine quotidiana della figlia: ogni mattina Chiara apriva la porta di casa per far uscire i gatti.

Da qui nasce un’ipotesi che, seppur formulata in un momento di enorme confusione emotiva, continua ancora oggi a sollevare interrogativi. Secondo quanto riferito nella conversazione, proprio mentre la porta era aperta “c’era qualcuno che girava nel cortile”. Una frase che lascia immaginare uno scenario alternativo rispetto a quello ipotizzato inizialmente: non necessariamente un aggressore già presente in casa, ma forse qualcuno entrato dall’esterno approfittando di quell’abitudine quotidiana.
A distanza di quasi due decenni, quella telefonata assume così un significato diverso. In un caso che ha segnato profondamente l’opinione pubblica italiana, ogni dettaglio continua a essere riletto alla luce delle nuove analisi e dei continui tentativi di fare piena chiarezza su quanto accaduto.
Il mistero attorno alla morte di Chiara Poggi continua infatti ad alimentare dubbi e discussioni. E quella frase pronunciata all’alba del 14 agosto 2007 — “c’era qualcuno che girava nel cortile” — torna oggi come una voce dal passato capace ancora di interrogare il presente.