Garlasco, Sempio “non sarà condannato per femminicidio”. Ecco perché: sconvolgente

In Italia, il nuovo reato di femminicidio, introdotto con la legge n. 181 del 2025, rappresenta una significativa evoluzione nel quadro normativo contro la violenza di genere. Tuttavia, dal punto di vista giuridico, questa novità non può essere applicata retroattivamente ai fatti avvenuti prima della sua entrata in vigore, come nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.

Cosa prevede il nuovo reato di femminicidio

La legge n. 181/2025 ha aggiunto nel Codice penale l’articolo 577-bis, creando il reato autonomo di femminicidio. Questa norma sanziona con l’ergastolo chi provoca la morte di una donna motivato da discriminazione o odio di genere, o in relazione al rifiuto di instaurare o mantenere una relazione affettiva. La norma mira a riconoscere la specificità di certi delitti di violenza contro le donne, sottolineando il carattere discriminatorio o di odio che spesso accompagna tali atti.

Il caso Garlasco e il movente ipotizzato

Nel caso di Chiara Poggi, l’ipotesi investigativa avanzata suggerisce un movente legato al risentimento maturato dopo un rifiuto della vittima. Sebbene questa motivazione possa sembrare compatibile con alcuni degli elementi previsti dalla nuova fattispecie di femminicidio, è importante sottolineare che questa norma non può essere applicata retroattivamente.

Il principio di irretroattività della legge penale

La Costituzione italiana, all’articolo 25, stabilisce che nessuno può essere punito se non in virtù di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso. Questa garanzia fondamentale tutela la certezza del diritto e la legittimità del sistema giudiziario, impedendo che una persona possa essere condannata o che le sue pene siano aumentate sulla base di norme successive al reato.

Nel caso di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007, il reato di femminicidio non può essere applicato perché la legge che lo ha introdotto è vigente dal 2025. Pertanto, l’omicidio di Poggi continuerà ad essere qualificato come omicidio volontario, eventualmente aggravato dalle circostanze specifiche del caso, ma non potrà essere considerato un femminicidio.

L’eccezione: la legge più favorevole

Esiste, tuttavia, un principio opposto previsto dal Codice penale: quando una norma successiva è più favorevole all’imputato, questa può essere applicata retroattivamente anche ai fatti commessi prima della sua entrata in vigore. Questo principio mira a garantire che nessuno venga punito più severamente sulla base di norme più recenti più favorevoli all’imputato.