Garlasco, la notizia sconvolgente sull’intervista a Marco Poggi: “Tutto falso”

Il caso Garlasco continua a far discutere, ma questa volta al centro della polemica non ci sono nuovi sviluppi investigativi bensì una fotografia diventata virale sui social. Nelle ultime ore ha iniziato a circolare un’immagine che ritrae un uomo vestito di nero, con il volto nascosto da un cappuccio, apparentemente impegnato in una conversazione con una giornalista. Sullo sfondo il logo di Quarto Grado e la dicitura “esclusiva”.
Uno scatto che ha immediatamente attirato l’attenzione degli utenti, alimentando ipotesi e commenti sul conto di Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi. Ma la realtà, secondo quanto spiegato dal conduttore del programma Gianluigi Nuzzi, è ben diversa.
La smentita di Gianluigi Nuzzi
A intervenire direttamente è stato proprio Nuzzi, che attraverso i social ha chiarito la natura dell’immagine. Il giornalista ha definito la fotografia completamente falsa, precisando che non si tratta di un fermo immagine tratto dall’intervista esclusiva a Marco Poggi che andrà in onda a Quarto Grado.
Secondo il conduttore, lo scatto sarebbe stato realizzato tramite strumenti di intelligenza artificiale e diffuso online senza alcun collegamento con il contenuto reale della trasmissione.
“La foto che sta circolando è falsa”, ha spiegato Nuzzi, invitando gli utenti a prestare attenzione alla crescente diffusione di contenuti manipolati e privi di riscontri.
L’attesa per l’intervista a Marco Poggi
La vicenda si inserisce nel clima di forte attenzione che circonda la riapertura delle indagini sul delitto di Chiara Poggi da parte della Procura di Pavia.
Negli ultimi mesi il nome di Marco Poggi è tornato spesso al centro del dibattito pubblico, complice la circolazione di teorie, indiscrezioni e ricostruzioni prive di conferme ufficiali. Poggi, tuttavia, non è mai stato indagato nell’ambito della nuova inchiesta ed è stato ascoltato esclusivamente come persona informata sui fatti.
L’intervista annunciata da Quarto Grado, la prima concessa da Marco Poggi dopo anni di silenzio mediatico, ha inevitabilmente alimentato l’interesse del pubblico e potrebbe aver contribuito alla diffusione di contenuti falsi e speculazioni.
Lo scontro con Albina Perri
La fotografia ha acceso anche un confronto tra esponenti del mondo dell’informazione. La direttrice del settimanale Giallo, Albina Perri, aveva commentato l’immagine definendola surreale.
Parole alle quali Nuzzi ha replicato duramente, criticando chi avrebbe contribuito a rilanciare lo scatto senza verificarne l’autenticità.
“Ridicolo è chi confonde una foto fatta con l’intelligenza artificiale e la scambia per una foto reale”, ha scritto il giornalista, sottolineando il rischio che contenuti manipolati possano essere scambiati per documenti autentici.
La questione dei presunti 50 mila euro
Nel dibattito è intervenuta anche Selvaggia Lucarelli, che ha evidenziato come l’immagine fosse chiaramente generata artificialmente e ha contestato un’altra indiscrezione circolata online nelle stesse ore.
Alcuni avevano infatti sostenuto che Marco Poggi avrebbe ricevuto un compenso di 50 mila euro per concedere l’intervista a Quarto Grado. Una voce che, secondo Lucarelli e successivamente anche secondo Nuzzi, non corrisponderebbe alla realtà.
Nuzzi contro Corona: “Compenso pari a zero”
Il conduttore ha poi chiamato in causa Fabrizio Corona, tra coloro che avevano rilanciato l’indiscrezione sul presunto cachet.
Nuzzi ha dichiarato che la liberatoria firmata per l’intervista riporterebbe chiaramente un compenso pari a zero euro.
“Nella liberatoria si legge che c’è un compenso di zero euro, firmato nero su bianco”, ha affermato il giornalista, annunciando inoltre l’intenzione di tutelarsi nelle sedi opportune contro le informazioni ritenute false e diffamatorie.
Il caso Garlasco tra nuove indagini e disinformazione
L’episodio rappresenta l’ennesima dimostrazione di quanto il caso Garlasco continui a essere terreno fertile per speculazioni, fake news e contenuti manipolati.
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la vicenda resta una delle più seguite della cronaca italiana. La riapertura delle indagini ha riportato l’attenzione pubblica sul caso, ma ha anche favorito la diffusione di immagini alterate, ricostruzioni prive di verifiche e indiscrezioni spesso difficili da distinguere dai fatti accertati.
In questo contesto, la vicenda della foto falsa attribuita a Marco Poggi diventa un nuovo esempio dei rischi legati alla circolazione incontrollata di contenuti generati dall’intelligenza artificiale, capaci di alimentare confusione e polemiche in casi già particolarmente delicati sul piano umano e giudiziario.
