Garlasco, la mamma delle gemelle Cappa rompe il silenzio: “Cicatrici profonde”

La zia di Chiara Poggi ha deciso di partecipare alla nuova inchiesta che vede Andrea Sempio indagato per l’omicidio della giovane. La sua legale chiarisce: «Non è un atto contro nessuno». Ora l’esame degli atti, poi la decisione sull’eventuale costituzione di parte civile.

Un nuovo nome entra ufficialmente tra le parti offese nella nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. È quello di Maria Rosa Poggi, zia di Chiara Poggi e madre di Stefania e Paola Cappa.

La donna ha scelto già dallo scorso maggio di partecipare al procedimento relativo all’omicidio della nipote, per il quale Andrea Sempio è nuovamente indagato. Una decisione che, come ha spiegato la sua avvocata Valeria Mettica, non deve essere interpretata come una presa di posizione nei confronti di qualcuno.

La scelta arriva in un momento particolarmente delicato dell’inchiesta, dopo la nuova chiusura delle indagini notificata a Sempio il 28 settembre. La Procura di Pavia ha depositato ulteriori consulenze e ha confermato nei suoi confronti l’accusa di omicidio pluriaggravato.

Maria Rosa Poggi vuole conoscere gli atti

A spiegare le ragioni della decisione è stata la legale Valeria Mettica, che ha sottolineato come la partecipazione al procedimento rappresenti innanzitutto l’esercizio di un diritto previsto dalla legge.

«La signora Maria Rosa Poggi sta esercitando un diritto previsto dal codice di partecipare al procedimento», ha spiegato l’avvocata ad Adnkronos.

L’obiettivo, secondo la legale, è poter conoscere direttamente il contenuto degli atti raccolti dagli inquirenti e valutare gli elementi emersi nel corso della nuova fase investigativa.

La zia di Chiara potrà quindi esaminare sia la documentazione già acquisita nei mesi precedenti sia le nuove consulenze depositate dalla Procura con la seconda chiusura delle indagini.

«Non è un atto contro Sempio né contro Stasi»

La difesa di Maria Rosa Poggi insiste su un punto preciso: la sua partecipazione al procedimento non equivale a una presa di posizione sulla responsabilità degli attuali o dei precedenti protagonisti giudiziari.

«Non è un atto contro nessuno: né contro l’indagato Andrea Sempio, né contro il condannato Alberto Stasi», ha chiarito Mettica.

La scelta, dunque, sarebbe motivata dalla volontà di conoscere e approfondire gli elementi contenuti nel fascicolo, senza anticipare valutazioni sulle responsabilità.

La legale ha inoltre manifestato «grande rispetto per il lavoro dei pubblici ministeri», spiegando che soltanto dopo l’esame completo degli atti sarà possibile assumere ulteriori decisioni.

La possibile costituzione di parte civile

Uno dei passaggi successivi potrebbe riguardare l’eventuale costituzione di Maria Rosa Poggi come parte civile, qualora il procedimento dovesse arrivare davanti a un giudice.

La sua avvocata ha spiegato che la decisione verrà presa soltanto dopo un’attenta valutazione della documentazione: «Dopo la disamina degli atti […] valuteremo attentamente e la mia assistita deciderà se costituirsi o meno parte civile nell’eventuale processo».

Si tratta quindi di una possibilità futura, che dipenderà dagli sviluppi giudiziari della posizione di Sempio.

Il caso delle gemelle Cappa

La vicenda riporta inoltre l’attenzione sulla famiglia Cappa e, in particolare, sulle figlie di Maria Rosa Poggi, Stefania e Paola, che non sono mai state indagate per l’omicidio della cugina Chiara.

Negli anni, tuttavia, i loro nomi sono comparsi frequentemente nel dibattito mediatico e sui social, dando origine a ricostruzioni che la loro legale definisce prive di fondamento.

Secondo Mettica, attorno alla famiglia sarebbe stata costruita una narrazione «fantasiosa e aberrante», nonostante gli esiti delle precedenti indagini.

La pressione mediatica avrebbe avuto conseguenze significative anche sul piano personale. «La pressione mediatica lascia le sue cicatrici ed è difficile cancellare la voce di chi ti indica come “assassino”», ha affermato l’avvocata.

Le querele per diffamazione

Proprio per questo motivo, la famiglia Cappa avrebbe deciso di intraprendere anche iniziative giudiziarie nei confronti di chi avrebbe diffuso accuse ritenute diffamatorie.

La stessa Valeria Mettica, insieme agli avvocati Antonio Marino e Gabriele Casartelli, sta seguendo le querele presentate negli ultimi mesi contro alcune delle ricostruzioni circolate soprattutto sui social e nel dibattito pubblico.

L’obiettivo è distinguere, secondo la posizione della famiglia, tra il legittimo interesse per una vicenda giudiziaria e le accuse personali che possono invece assumere rilevanza sul piano legale.

La nuova fase dell’inchiesta

La presenza di Maria Rosa Poggi tra le parti offese aggiunge quindi un ulteriore elemento alla nuova fase giudiziaria del caso Garlasco.

La Procura di Pavia ha notificato a Sempio la conclusione delle indagini e ora la difesa dispone dei termini previsti dalla procedura per presentare memorie e formulare le proprie richieste. Successivamente spetterà ai pubblici ministeri assumere le ulteriori determinazioni sul procedimento.

Nel frattempo, Maria Rosa Poggi potrà esaminare gli atti della nuova inchiesta insieme ai propri legali. Soltanto dopo questa valutazione deciderà se costituirsi parte civile.

A diciannove anni dalla morte di Chiara Poggi, dunque, il caso continua a svilupparsi su più fronti. E mentre la Procura porta avanti la nuova indagine, anche i familiari della vittima scelgono di seguire direttamente gli atti e gli sviluppi giudiziari, in attesa che siano gli organi competenti a stabilire il significato e il peso degli elementi raccolti.