Garlasco, errore giudiziario: il caso Stasi rischia di costare milioni

Un caso che pesa sulla giustizia italiana

Il delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di reclusione, sancita dalla Cassazione nel dicembre 2015.

Dopo dieci anni di carcere, Stasi è entrato in semilibertà l’11 aprile 2025. Ma la riapertura delle indagini con un nuovo indagato, Andrea Sempio, e l’inchiesta sulla presunta corruzione dell’ex procuratore Mario Venditti, aprono scenari inediti: e se Stasi fosse innocente?

Errore giudiziario o ingiusta detenzione?

In diritto è fondamentale distinguere:

  • Ingiusta detenzione: riguarda chi è stato detenuto cautelarmente e poi assolto. Ha un tetto massimo di risarcimento fissato a 516.456 euro.
  • Errore giudiziario: riguarda chi è stato condannato in via definitiva e poi assolto in revisione. Qui non ci sono limiti: si valutano danni materiali, morali, psicologici e sociali.

Nel caso di Stasi, se le nuove prove dovessero portare a una revisione con assoluzione, si configurerebbe un errore giudiziario clamoroso, con conseguenze economiche enormi per lo Stato.

Le voci del possibile risarcimento

Secondo stime di giuristi ed esperti, lo Stato potrebbe essere chiamato a riconoscere a Stasi fino a 6,5 milioni di euro, così ripartiti:

  • Detenzione: 3.650 giorni già scontati in carcere (dal 2015 al 2025). Indennizzo medio 600-1.000 euro al giorno = tra 2,2 e 3,6 milioni.
  • Danni morali e psicologici: valutabili tra 500mila e 1,5 milioni, come in altri casi analoghi.
  • Spese legali: tra 200mila e 500mila euro, dopo cinque gradi di giudizio e un’eventuale revisione.
  • Risarcimento alla famiglia Poggi: Stasi ha già versato 850mila euro. In caso di assoluzione, potrebbe chiederne la restituzione in sede civile.

Caiazza: “Sarebbe più grave di Tortora”

Il penalista Giandomenico Caiazza ha commentato: «Se Stasi venisse assolto dopo aver scontato una pena, saremmo di fronte a un errore giudiziario persino più grave di quello di Enzo Tortora. Qui lo Stato non avrebbe raddrizzato la rotta in tempo, ma dopo anni di carcere.

Un caso simbolo, che minerebbe la credibilità della giustizia».

La posizione della famiglia Poggi

I genitori di Chiara restano convinti della colpevolezza di Stasi: «Per noi vale la sentenza della Cassazione», ha ribadito la madre. L’avvocato Francesco Campagna ha parlato di «paradosso dei paradossi», ricordando che l’indagine che portò Stasi in carcere fu «costellata da errori e orrori, come la cancellazione di un alibi».

Un conto salatissimo per lo Stato

Secondo i dati ufficiali, dal 1991 al 2024 l’Italia ha speso quasi un miliardo di euro tra ingiuste detenzioni ed errori giudiziari.
Il caso Stasi potrebbe diventare il più oneroso degli ultimi anni, con un risarcimento potenziale da 6,5 milioni di euro. Ma soprattutto rischia di essere ricordato come un colpo definitivo alla fiducia dei cittadini nella giustizia.