Garlasco, DNA trovato nella bocca di Chiara Poggi: spunta la pista dell’amico di Andrea Sempio

Si arricchisce di nuovi dettagli il caso dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco. La Procura di Pavia, guidata dal procuratore Fabio Napoleone, ha annunciato recenti sviluppi che potrebbero cambiare il corso delle indagini, puntando a identificare eventuali complici dell’assassino.
Il profilo genetico misterioso e le analisi recenti
Le ultime analisi sui tamponi orali prelevati nel 2007 dal medico legale Marco Ballardini hanno portato alla luce un profilo genetico ancora sconosciuto, trovato nella zona del palato e della lingua della vittima. La genetista Denise Albani ha ripetuto gli esami nell’ambito di un incidente probatorio disposto dal giudice Daniela Garlaschelli, evidenziando come il DNA, seppur in quantità infinitesimale, sia risultato sufficientemente completo per future comparazioni. La presenza di questo DNA ignoto era già nota anni fa, ma solo ora si sta approfondendo il suo significato.
Il ruolo di Michele Bertani e le indagini sui possibili complici
Tra i nomi al centro delle attenzioni degli inquirenti emerge quello di Michele Bertani, amico stretto di Andrea Sempio, morto suicida nel 2016. La sua morte non ha fermato le indagini, che ora cercano di risalire al suo profilo genetico, anche attraverso una possibile analisi del suo DNA, nonostante il corpo sia stato cremato. La procura sta valutando se confrontare il DNA ignoto con quello di Bertani, per verificare un’eventuale connessione.
Altri profili genetici e l’ipotesi di più persone sul luogo del delitto
Tra i cinque tamponi analizzati, due contenevano il DNA dell’assistente del medico legale, Ernesto Gabriele Ferrari, mentre altri due erano compatibili all’80% con lo stesso assistente. Un campione, invece, si è rivelato completamente ignoto, rappresentando il elemento più interessante per le indagini. Se confermato, il profilo potrebbe essere confrontato con tutti i maschi che frequentavano la villetta di via Pascoli nel 2007, tra amici, parenti, carabinieri del RIS e personale medico e legale, per individuare eventuali complici o altre persone coinvolte.
La dinamica dell’omicidio e il DNA nella bocca della vittima
Gli inquirenti ipotizzano che il DNA trovato nella bocca di Chiara Poggi possa derivare da un contatto ravvicinato, come un tentativo di urlare e venire tappata con la mano, o addirittura da un morso di difesa durante una colluttazione. La presenza di cellule genetiche in quella zona è considerata un elemento chiave per ricostruire la dinamica dell’omicidio.
Interventi e restrizioni sulla diffusione delle immagini
Nel frattempo, il Garante per la privacy ha disposto un intervento urgente per bloccare la diffusione online delle immagini dell’autopsia, che alcuni utenti stavano vendendo attraverso siti privati. L’autorità ha definito questa pratica come un “accanimento informativo” e una grave violazione della dignità della vittima e della sua famiglia, annunciando possibili sanzioni.
L’indagine si amplia: possibili più persone sulla scena del crimine
Le nuove analisi e i reperti raccolti in passato vengono riesaminati con attenzione. Gli investigatori stanno valutando anche l’ipotesi di un “terzo uomo”, diverso dall’“ignoto 2” già individuato, che potrebbe aver partecipato alla scena del delitto. Tra gli elementi sotto esame ci sono impronte, tracce ematiche su un tappetino, rifiuti e altri reperti, con l’obiettivo di fare luce definitiva sull’omicidio di Chiara Poggi.
