Garlasco, arriva la bomba su Sempio: “Ci sono le immagini di quella mattina”

Un elemento finora rimasto nell’ombra potrebbe riaccendere le speranze di fare luce sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. Secondo quanto riportato da mondonuovonews.com, esisterebbe un filmato registrato alle 8:55 del mattino dell’omicidio, ripreso da una telecamera installata nei pressi della villetta dei Poggi. La sequenza mostrerebbe la sagoma di un uomo, che alcune fonti indicano come potenzialmente riconducibile ad Andrea Sempio, amico di famiglia e figura già finita nel mirino degli inquirenti.

Il video, tuttavia, non è mai stato inserito ufficialmente nel fascicolo processuale e rimane fuori dagli atti giudiziari. Se questa scoperta fosse confermata, potrebbe rappresentare un tassello cruciale, capace di mettere in discussione le conclusioni degli ultimi anni e di riaprire il caso, ancora oggi avvolto da mistero.

Il “pizzino” e le nuove ipotesi della Procura

Al centro delle nuove ipotesi investigative c’è un “pizzino” scritto nel 2017 da Giuseppe Sempio, padre di Andrea, e ritrovato nell’abitazione della famiglia. Il foglietto, finora interpretato come un appunto senza particolare rilievo, contiene frasi enigmatiche e riferimenti che, alla luce delle recenti scoperte, assumono un significato diverso. Tra le righe si legge: «Una delle foto sembra proprio mio figlio Andrea», frase che potrebbe riferirsi proprio alla sagoma ripresa nel filmato mai ufficialmente consegnato agli inquirenti.

Il testo del pizzino include anche altre annotazioni, come «archivia per 20-30 euro» – che coinvolgerebbe l’ex procuratore Mario Venditti, oggi indagato per corruzione in atti giudiziari – e richieste di revisione di processi legali, oltre a riferimenti confusi come «il soggetto», «legge italiana» e «Sempio Andrea». La frase sulla foto, ora, acquista un nuovo peso: potrebbe essere una testimonianza indiretta di conoscenza dei fatti, o addirittura un tentativo di indicare una prova nascosta.

Giuseppe Sempio ha ammesso di aver scritto quel foglietto, negando ogni intento illecito e sostenendo di non ricordare il motivo delle cifre riportate. La moglie, invece, ha smentito con fermezza qualsiasi pagamento o coinvolgimento con l’ex procuratore Venditti. Tuttavia, la presenza di un video che mostra una sagoma riconducibile ad Andrea Sempio riaccende il dibattito sulla possibile connessione tra il pizzino e le prove mai utilizzate, aprendo uno scenario che potrebbe cambiare le carte in tavola.

Tensioni nella difesa di Sempio

In questo contesto di incertezza, Andrea Sempio si trova anche a fronteggiare tensioni interne al suo team di difesa. L’avvocato Massimo Lovati, noto per le sue posizioni controverse, ha suscitato malumori tra i colleghi, tra cui Angela Taccia, che ha dichiarato a La7: «Sono in difficoltà e in una posizione delicata. Lovati è un genio e sregolatezza, ma spesso le sue uscite sono con secondi fini». La Taccia ha annunciato un incontro chiarificatore, sottolineando come le strategie difensive siano in fase di revisione.

Un caso che non si arrende

Il “caso Poggi” sembra destinato a riaccendersi, con il possibile ritrovamento di un filmato che potrebbe cambiare le sorti di una vicenda giudiziaria lunga quasi vent’anni. La presenza di una sagoma riconducibile ad Andrea Sempio, associata alle parole contenute nel pizzino, potrebbe rappresentare una svolta decisiva. Se confermato, il collegamento tra questi elementi potrebbe portare a una revisione delle responsabilità e a nuove indagini, riaprendo un caso che sembrava ormai chiuso.

Gli inquirenti sono chiamati a valutare attentamente questa ipotesi, che potrebbe mettere in discussione le certezze costruite nel corso di anni di processi e archiviazioni. La verità su Chiara Poggi, dunque, potrebbe essere ancora più vicina, nascosta tra documenti dimenticati e prove mai considerate.