Gara abusiva a Roma, parla il papà della ragazza sopravvissuta
A Roma, lungo il lungo rettilineo della Cristoforo Colombo, la grande arteria che ogni giorno accoglie migliaia di auto, una sera normale è diventata il centro di un assurdo fatto di cronaca. L’aria, che prima vibrava di motori e della fretta serale, è stata improvvisamente riempita dal suono straziante delle sirene e da un silenzio irreale, quello che cala dopo ogni episodio simile.
Dentro il caos che ha seguito il sinistro, una giovane di soli vent’anni è diventata il centro di ogni preghiera, la luce flebile su cui si concentrano medici e familiari. Mentre i giorni scorrono lenti, la ragazza è intrappolata in un sonno profondo, avendo una ruolo cruciale tra le corsie di un ospedale.
C’è una consapevolezza, però, che rende la sua lotta per la vita ancora più straziante, un dettaglio che solo il cuore di un padre ha avuto il coraggio di rivelare alla stampa. Nonostante il coma, la verità sulla sua inseparabile amica è già filtrata nella coscienza di Silvia, in un modo crudele e terribilmente umano.

La notizia, quella che spezza ogni legame, le è arrivata in quel modo specifico che non lascia spazio all’illusione. Qual è l’assenza a cui la giovane ha cercato disperatamente di dare un nome, chiamando e richiamando senza sosta il telefono dell’amica? E quali sono le parole del padre della ragazza sopravvissuta al sinistro?
Le sue parole come vedremo sono molto importanti e davvero assurde ecco che cosa è successo qualcosa di incredibile.

Il destino di Beatrice Bellucci — Bibbi per tutti gli amici — deceduta durante il sinistro stradale a Roma lo ha conosciuto anche la sua amica, Silvia, che dal suo letto d’ospedale, ha già purtroppo registrato tutto nel fondo più profondo della sua coscienza.
Il padre ha raccontato ai media il momento straziante: la figlia, subito dopo i fatti, ha cercato la voce della sua compagna di viaggio, ma c’era solo il vuoto, solo l’assenza a rispondere, una conferma inequivocabile. Silvia, a soli 20 anni, sta tenendo duro in una struttura sanitaria di Roma, dove i medici monitorano costantemente il suo quadro clinico grave.
È in corso una complessa operazione per tentare di risalire alle dinamiche esatte del sinistro. Intanto, il fascicolo sul sinistro che ha segnato via Cristoforo Colombo si concentra su un nuovo e cruciale elemento investigativo. Le forze dell’ordine, infatti, stanno attivamente cercando un terzo veicolo non identificato che potrebbe aver giocato un ruolo determinante nella sequenza di eventi. Si tratta di una misteriosa Bmw grigia, un’auto che ora è al centro delle indagini delle autorità per comprendere l’intera catena di eventi.

Quando, finalmente, Silvia è stata estratta dalle lamiere ha detto qualche parole ai vigili del fuoco e ha consegnato loro l’orologio a cui tiene tanto affinché lo dessero ai genitori. Un gesto lucido che dà ancor più speranza al papà.
Un padre che non può certamente sapere le dinamiche del sinistro ma che sa che sua figlia “è una ragazza prudente e responsabile, che non ci ha mai dato alcun problema. Di certo non andava ad alta velocità” – ha affermato il padre di Silvia.