Funerali Ornella Vanoni, a Milano l’ultimo saluto alla diva. L’omelia del prete: “Era posseduta dalla musica”. Il nipote ha voluto accompagnare la bara

 La città si è stretta in un abbraccio collettivo per rendere l’ultimo, straordinario omaggio a Ornella Vanoni, scomparsa venerdì sera all’età di 91 anni. La giornata di lunedì 24 novembre è stata interamente dedicata a celebrare la vita e l’eredità di una delle figure più amate e influenti della musica italiana, simbolo di eleganza, ironia e sensibilità.

La camera ardente nel cuore di Brera L’ultimo saluto si è svolto nel prestigioso Piccolo Teatro Grassi, luogo simbolo del legame profondo di Vanoni con il teatro e la cultura milanese. La camera ardente, aperta per la seconda giornata consecutiva, ha accolto amici, colleghi e cittadini desiderosi di rendere omaggio alla cantante. Dalle 10:00 alle 13:00, l’afflusso di visitatori ha permesso a molti di condividere un momento di raccoglimento silenzioso, tra ricordi e emozioni. La scelta del Grassi non è casuale: rappresenta la vicinanza di Vanoni al mondo del teatro d’autore e alla scena culturale milanese, radici profonde della sua carriera.

Tra i presenti, figure di spicco del panorama artistico e culturale, come Caterina Caselli e Gianna Nannini, hanno testimoniato il rispetto e l’ammirazione trasversale di cui l’artista godeva. Non sono mancati esponenti del mondo dello spettacolo e della comicità, tra cui Paolo Rossi, Geppi Cucciari e Serena Dandini, che hanno condiviso ricordi e sentimenti di affetto per una donna irriverente e affettuosa, musa e compagna di tante avventure televisive.

Il funerale: un applauso lungo e commosso Il momento culminante della giornata si è avuto nel pomeriggio, alle 14:45, quando il feretro è arrivato nella storica Chiesa di San Marco, nel cuore di Milano. La chiesa, gremita di fedeli e ammiratori, ha accolto l’ultimo saluto con un lungo, fragoroso applauso, un tributo sonoro che ha sostituito le lacrime e ha celebrato la grande artista. L’atmosfera di commozione è stata resa ancora più intensa dall’omelia di padre Luigi Garbini, che ha tracciato un bilancio della vita di Vanoni, sottolineando la sua umanità, il suo talento e la sua capacità di toccare il cuore di tutti.

Note di un’ultima esibizione: Paolo Fresu e le sue emozioni Subito dopo, in un momento di grande intensità emotiva, il celebre trombettista jazz Paolo Fresu ha esaudito un desiderio espresso in vita dalla stessa Vanoni. Con due brani simbolo della sua carriera, ‘L’appuntamento’ e ‘Senza fine’, Fresu ha riempito la navata di note malinconiche e profonde, regalando un’interpretazione struggente e memorabile. La musica, strumento capace di esprimere dolcezza e tristezza, ha rappresentato un addio musicale che resterà impresso nel cuore di tutti i presenti. Al termine della cerimonia, il feretro è stato accompagnato in spalla dal nipote, simbolo di un legame familiare e affettivo che ha attraversato tutta la vita dell’artista.

L’omaggio della città e il ricordo di un’umorista unica A chiudere la giornata, il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha espresso il cordoglio ufficiale della città, promettendo che la memoria di Ornella Vanoni sarà custodita con affetto e rispetto. Con parole cariche di riconoscenza, Sala ha ricordato l’ironia e il senso di umorismo della cantante, citando la sua famosa battuta: “Dedicatemi un’aiuola”. Il primo cittadino ha inoltre annunciato la proclamazione del lutto cittadino per l’intera giornata, un gesto simbolico che sottolinea l’importanza di Vanoni come icona milanese e nazionale.

Milano si congeda da una donna che ha incarnato l’eleganza, la cultura e l’umanità di una città che la ha amata e celebrata in vita. La sua voce, il suo sorriso e la sua ironia resteranno vivi nel cuore di tutti, come un’eco che non conoscerà mai fine.