Flotilla, Mauro Corona-choc: “Israele li vede come un boccone prelibato, rischio sequestro”

Mentre la Global Sumud Flotilla si avvicina sempre di più alle coste di Gaza, con le sue navi che navigano tra droni, avvistamenti di sommergibili e navi militari israeliane già schierate e pronte all’intervento, si alza un forte allarme tra gli esperti e gli osservatori internazionali. Tra le voci più critiche e preoccupate, quella dello scrittore e alpinista Mauro Corona, ospite di È sempre Cartabianca su Rete 4, che ha espresso profonde preoccupazioni per il destino degli attivisti a bordo delle imbarcazioni.
Corona: “Mi angoscia la cocciutaggine dei ragazzi”
Corona ha commentato con tono serio e preoccupato la situazione: «Mi angoscia la cocciutaggine di questi ragazzi che vogliono andare avanti. Lì c’è una guerra spietata, Netanyahu non sta a guardare se sono giovani o se hanno una missione nobile. Se oltrepassano, non si sa come può finire». L’alpinista ha sottolineato i rischi elevati di un intervento militare israeliano, che potrebbe portare a conseguenze drammatiche e imprevedibili.
Un “boccone prelibato” per Israele
Corona non ha nascosto la sua preoccupazione circa le possibili reazioni di Israele: «Sono un boccone prelibato», ha detto, ipotizzando che le autorità israeliane potrebbero catturare gli attivisti, sequestrarli e chiedere riscatti. «In un contesto di altissima tensione come questo, non si può escludere nulla», ha aggiunto. L’alpinista ha quindi invitato gli attivisti a considerare la possibilità di retrocedere, per evitare di invalidare il progetto umanitario e mettere in pericolo le vite di tutti a bordo.
Il significato politico e simbolico della protesta
La conduttrice Bianca Berlinguer ha ricordato che la scelta degli attivisti di non fermarsi risponde anche a una logica politica e simbolica: «Dimostrare come la comunità internazionale non sia intervenuta contro il blocco israeliano». Secondo Berlinguer, «il loro obiettivo è già stato in parte raggiunto», perché la loro azione ha attirato l’attenzione mondiale sulla crisi umanitaria a Gaza e sul blocco navale israeliano. Tuttavia, ha avvertito: «Ora devono stare attenti».
Reazioni contrastanti e il rischio di escalation
Le parole di Corona hanno suscitato reazioni diverse tra gli esperti e il pubblico. Da un lato, alcuni interpretano il suo intervento come un appello al realismo e alla prudenza, per evitare conseguenze tragiche in mare aperto. Dall’altro, altri lo vedono come un tentativo di minimizzare l’importanza della protesta e di ridimensionare la portata internazionale dell’azione di solidarietà.
Intanto, la Flotilla si trova ormai a meno di 120 miglia dalla Striscia di Gaza, in quella zona dove in passato molte missioni sono state intercettate e fermate con la forza dalle forze israeliane. La tensione è alle stelle, e il rischio di un intervento militare si fa sempre più concreto.