Fico chiede soldi allo Stato per candidarsi a sindaco


 

Roberto Fico dice sì alla candidatura come sindaco di Napoli ma pone una condizione: via i debiti del Comune.

Il presidente della Camera vuole un «salva Napoli», prima di accettare la sfida per la guida della terza città d’Italia. È la condizione che il numero uno di Montecitorio avrebbe posto a Pd e Cinque stelle prima di dare la disponibilità alla discesa in campo. I sondaggi danno Fico come il candidato più forte all’interno dell’alleanza giallorossa. Nel fine settimana c’è stato un passo in avanti nelle trattative: si è riunito il tavolo politico Pd-M5 per valutare i nomi da mettere in campo in vista della sfida in primavera. Fico è il nome più forte. E soprattutto sarebbe gradito sia al Pd che al Movimento (con l’eccezione del senatore Vincenzo Presutto).

Le opzioni Gaetano Manfredi e Enzo Amendola, due ministri del governo Conte, non riscaldano. Il presidente della Camera, che già nel 2006 tentò senza successo la corsa a sindaco di Napoli, sarebbe pronto. Ma a patto che i gruppi parlamentari di Pd e Cinque stelle approvino nei prossimi mesi una legge che metta al riparo il Comune di Napoli dal dissesto finanziario. Il Comune, guidato negli ultimi 10 anni dall’ex magistrato Luigi de Magistris, avrebbe una montagna di debiti: 1 miliardo e 600 milioni di euro. A cui si aggiunge un altro miliardo al centro di un contenzioso con la Corte Costituzionale. Una massa debitoria che porterebbe l’ente in dissesto finanziario. E così Fico si ritroverebbe, in caso di vittoria, a fare il liquidatore più che il sindaco della terza città d’Italia. Un anno fa c’è già stato un tentativo, con un emendamento al decreto Cura Italia, di annullare i debiti del Comune di Napoli. Fico è pronto ma vuole la leggina per Napoli. Nelle prossime ore i parlamentari grillini e dem inizieranno a valutare il percorso alle Camere. Fico vanta sponsor anche nel Pd come il ministro della Cultura Dario Franceschini, che ha messo gli occhi sulla poltrona della presidenza della Camera. Ma c’è un ostacolo lungo la corsa verso la poltrona di sindaco: Virginia Raggi. Il sindaco di Roma, incassata l’assoluzione bis nel processo per il caso Marra, pretende l’appoggio dei Cinque stelle. E qui si aprirebbe un problema politico per Di Maio. Il Pd vuole una casella tra Roma e Napoli. Mentre con Fico e Raggi, le due poltrone andrebbero entrambe a esponenti dei Cinque stelle.

Di Maio deve sbrogliare la matassa. Da qui sono nascono i dubbi del ministro degli Esteri. Tant’è che al tavolo politico era assente il deputato Luigi Iovino, fedelissimo di Di Maio che ha gestito le alleanze con il Pd alle comunali in provincia di Napoli. C’è poi lo scoglio del doppio mandato: Fico con la candidatura sarebbe al terzo. Lo schema potrebbe essere questo: Milano (Beppe Sala) e Torino al Pd, Roma e Napoli al M5s. Ma difficilmente il segretario dei dem Nicola Zingaretti rinuncerà alla battaglia per il Campidoglio. Soprattutto dopo la discesa in campo dell’ex ministro Carlo Calenda. Quindi, per far spazio alla candidatura di Fico a Napoli servono due passaggi: il ritiro (ipotesi impossibile) di Raggi e una leggina speciale per il Comune partenopeo in pre dissesto.

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