Festa in casa tra ragazzini mentre la nonna dorme ma arrivano i carabinieri: 17 multe


Doveva essere una tranquilla pizzata tra poche amiche. Almeno questo credevano i genitori che nella serata di sabato hanno concesso ai propri figli minorenni di uscire di casa. Ma la scena che poco dopo si sono ritrovati sotto gli occhi i carabinieri della compagnia di Seregno era ben diversa. La musica ad alto volume, il chiassoso vociare che risuonava dall’appartamento hanno insospettito i vicini che hanno allertato le forze dell’ordine che nel weekend appena trascorso sono così intervenute all’interno di un’abitazione di Villa Raverio, frazione di Besana Brianza.

La festa abusiva e il “nascondino” sotto il letto

La porta dell’abitazione era aperta e quando gli ospiti hanno ricevuto la visita a sorpresa dei carabinieri la situazione è precipitata e i ragazzi – tutti minorenni con un’età compresa tra i 14 e i 18 anni residenti in zona – hanno cercato di nascondersi. Qualcuno ha tentato di far sparire le proprie tracce nell’armadio, altri hanno scelto di nascondersi sotto il letto. Ma anche da qui i vistosi abiti da sera ed eleganti scelti per il dress code della serata sono stati subito notati dai militari che hanno identificato i ragazzini e convocato i genitori.

Il party per il 17esimo compleanno mentre la nonna dorme

Al momento del controllo nell’abitazione, intorno alla mezzanotte di domenica, non erano presenti i proprietari e nemmeno i genitori della festeggiata per cui era stato organizzato il party abusivo in occasione del 17esimo compleanno. In una delle stanze però, ignara di quanto stesse succedendo e intenta a riposare, c’era la nonna. I diciassette giovani, tutti della zona, sono stati identificati e sanzionati amministrativamente per violazione delle c.d. norme anti-Covid (art. 1 co. 10 let. b) d.p.c.m. del 3 dic 2020 ex art. 4 d.l. n.19/2020 e art. 2 d.l. 33/2020).

E la festa abusiva è costata cara a tutti, con una multa da 400 euro e una ramanzina da parte dei genitori che ai carabinieri hanno spiegato di non essere a conoscenza dell’organizzazione del party e di aver ricevuto le dovute rassicurazioni da parte dei figli per il rispetto delle normative anti-covid che – alla luce dei fatti – si sono però rivelate delle bugie.

 

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