Famiglia nel bosco, giudici e perizie: cosa succederà ai tre bambini?

 

La vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, che da mesi divide l’opinione pubblica e scuote il dibattito tra diritti, tutela dei minori e libertà educativa, è entrata in una fase cruciale. I tre figli minorenni di Nathan e Catherine Trevallion, una coppia anglo-australiana che viveva in un casolare nei boschi di Palmoli (Chieti), saranno sottoposti il 6 e il 7 marzo alle perizie psicologiche disposte dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila.

I bambini — una figlia di otto anni e due gemelli di sei — erano stati allontanati dai genitori nel novembre del 2025 e trasferiti in una casa famiglia dopo che le autorità avevano accertato problemi legati all’istruzione, all’igiene e alla qualità della vita nella loro casa nei boschi. La decisione, presa per garantire i diritti fondamentali dei minori, aveva scatenato anche una petizione con decine di migliaia di firme e una vasta copertura mediatica.

Le perizie psicologiche servono ora a fotografare lo stato emotivo, cognitivo e affettivo dei bambini dopo mesi di separazione dai genitori. Il consulente tecnico d’ufficio nominato dal tribunale analizzerà anche il rapporto con le figure di riferimento e i possibili effetti sulla loro crescita. È un passaggio considerato determinante per decidere se i minori potranno tornare in modo progressivo con mamma e papà o se resteranno affidati ai servizi sociali.

Lo scontro tra servizi sociali, psichiatri, giudici e genitori resta acceso. Da un lato, alcune relazioni istituzionali sottolineano l’esigenza di tutelare l’istruzione, il benessere psicologico e l’integrazione sociale dei bambini; dall’altro, esperti della salute mentale e alcuni membri della comunità hanno evidenziato l’importanza di mantenere i legami affettivi con i genitori, pur monitorando l’ambiente familiare.

Intanto, mentre la data delle perizie si avvicina, la domanda che circola sui media e tra l’opinione pubblica è: “Che fine fanno i bambini?” — una frase che sintetizza l’incertezza sul possibile ricongiungimento familiare e la complessità di un caso che riguarda equilibrio psicologico, diritti dei minori e libertà educativa.