Famiglia nel bosco, arriva la decisione di Giorgia Meloni 

Continua a far discutere la vicenda della ‘famiglia nel bosco’ residente nel territorio di Palmoli, in provincia di Chieti. Nel cuore dell’Abruzzo, questa famigia, composta da due genitori anglo-australiani e tre bambini (una bambina di otto anni e due gemelli di sei), aveva scelto di vivere isolata in un bosco nei pressi di Palmoli (provincia di Chieti), in un’ex casa colonica priva delle utenze tradizionali.

L’acqua viene presa da un pozzo, l’elettricità è garantita solo da pannelli solari, e la quotidianità si svolge tra animali, stufa a legna e natura incontaminata. Il loro caso è salito alla ribalta nazionale nelle ultime settimane, portato alla luce da trasmissioni televisive come Le Iene. A Dopo settimane di acceso dibattito,

Questa scelta di vita alternativa ha attirato l’attenzione delle autorità quando, lo scorso anno, l’intera famiglia è finita in ospedale a seguito di un’intossicazione da funghi raccolti nei boschi. In base a quanto emerso, i servizi sociali hanno segnalato condizioni abitative “fatiscenti”, la mancanza di un pediatra e l’assenza di una scuola tradizionale: i genitori praticano l’“homeschooling”, ovvero un’istruzione domestica libera.

Il tribunale per i minorenni dell’Aquila è dunque intervenuto con un provvedimento drastico: ha sospeso la potestà genitoriale e disposto l’allontanamento dei tre figli, che dovranno essere ospitati in una comunità educativa, dove rimarranno temporaneamente insieme alla madre.

Secondo il giudice, ci sarebbe “grave pregiudizio” per l’integrità fisica e psicologica dei minori dovuto alle condizioni di vita e all’isolamento sociale. Una decisione che sta facendo molto discutere, tanto da essere arrivata all’attenzione del Governo. Ad interessarsi del caso è la stessa premier Giorgia Meloni. Arriva la decisione a sorpresa: cosa sta succedendo?

La vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli (Chieti) ha allertato i vertici del governo: la premier Giorgia Meloni ha espresso forte preoccupazione per l’allontanamento dei tre figli da parte del Tribunale dei Minori dell’Aquila e ha sollecitato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a fare chiarezza sulla situazione.

È stato quindi chiesto alla Procura generale de L’Aquila di predisporre una relazione dettagliata sull’iter giudiziario che ha portato alla misura cautelare nei confronti dei genitori. La famiglia, composta da madre, padre e tre bambini, viveva in un casolare immerso nella natura, privo di elettricità, acqua e gas. I servizi sociali avevano segnalato criticità significative: secondo il tribunale, l’ambiente di vita non garantirebbe “l’integrità fisica” né la “vita di relazione” dei minori, elementi fondamentali per uno sviluppo sano.

La sospensione della potestà genitoriale è stata motivata anche dal rifiuto dei genitori di permettere verifiche sanitarie obbligatorie e di far vaccinare i bambini, secondo quanto riportato dai magistrati. Il padre, Nathan Trevallion, ha commentato con dolore la decisione: “Mi sento totalmente vuoto. È una cosa ingiusta togliere i bambini da un luogo dove c’è felicità, dove la famiglia vive nella natura”, ha dichiarato in un’intervista.

Nel frattempo, è stato nominato un tutore provvisorio per i minori e i bambini sono stati accolti in una struttura protetta, dove la madre ha la possibilità di visitarli ma con delle prescrizioni. Corriere Roma Oltre alla reazione politica, la questione si è trasformata in un vero e proprio caso nazionale: Meloni ha valutato l’invio di ispettori del Ministero della Giustizia per monitorare il tribunale dei minori e capire se l’allontanamento sia stato giustificato.

L’operazione appare come un passaggio cruciale, anche perché la premier ha chiesto di essere costantemente aggiornata su ogni sviluppo del procedimento giudiziario. Da parte loro, i genitori contestano fermamente quanto deciso dai giudici e hanno annunciato ricorso contro l’ordinanza.