FABIO FAZIO GRIDA ALLA CENSURA? 72 MILIONI IN 4 ANNI CON UN CONTRATTO IRREGOLARE MA BLINDATO ALL’EPOCA DAL PD


Nessuna censura, anzi, “il superamento di un vulnus che ha creato un danno alla Rai sia in termini di ascolti sia in termini economici”. Michele Anzaldi, deputato del Pd e membro della Commissione di vigilanza Rai va contro coloro (molti esponenti del Pd tra cui Pina Piecierno e Enza bruno Bossio) che avevano gridato allo scandalo riguardo all’ipotesi che il prossimo anno Che tempo che fa e Fabio Fazio vengano riportati su Rai3.

In una intervista a leggo.it, Anzaldi sottolinea come il passaggio di Fazio sulla rete ammiraglia di Stato sia “avvenuto con una lunga serie di profili di illegalità, che ho denunciato con dettagliati esposti a Corte dei Conti e Anac. Rilievi che sono stati confermati anche dall’Autorità Anticorruzione di Cantone, che ha mandato il fascicolo alla magistratura contabile. Se ora i vertici Rai decidono di sanare quel vulnus, un danno innanzitutto economico per la Rai pagata dai contribuenti, chi ha a cuore i soldi dei cittadini dovrebbe essere soddisfatto. Vorrei ricordare che nel passaggio a Rai1 Fazio ha preteso che la produzione milionaria della trasmissione fosse assegnata a una sua società personale. Un abuso senza precedenti. Parliamo di un mega contratto per 4 anni che costa alla Rai la cifra faraonica di 72 milioni di euro. Fazio, solo di compenso come conduttore, prende 2,2 milioni all’anno, cui si sommano gli incassi della sua società esterna, i diritti del marchio, la Siae. Solo lui supera i 3 milioni all’anno“.
E aggiunge: “Da parte sua Fazio ha un contratto blindatissimo per quattro anni, per cui non rischia nulla. E obiettivamente, la Rai ci ha rimesso in termini di ascolti col suo passaggio sul primo canale, perché le fiction che c’erano prima avevano più spettatori”.

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