“Era viola, la testa le cadeva. Sputava carne!”. Bambina morta a Bordighera, il racconto atroce delle sorelline

Le indagini sui casi che coinvolgono minori si basano spesso su un lavoro complesso di testimonianze, accertamenti medico-legali e verifiche incrociate. In questo quadro, anche le parole dei familiari possono assumere un ruolo centrale nella ricostruzione degli eventi.

Nel procedimento aperto sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni deceduta il 9 febbraio a Bordighera, una parte rilevante dell’inchiesta riguarda le dichiarazioni rese dalla sorella maggiore, oggi di nove anni. Le sue parole sono state acquisite dagli investigatori e sono ora al vaglio della Procura.

Il contesto familiare e i giorni precedenti

Secondo quanto ricostruito, le tre sorelle si trovavano nei giorni precedenti alla tragedia nell’abitazione di Perinaldo insieme alla madre, Emanuela Aiello, e al compagno, Manuel Iannuzzi.

Il racconto della bambina si concentra in particolare sulla serata del 7 febbraio, quando avrebbe percepito una situazione di crescente difficoltà da parte della sorellina più piccola. La testimone riferisce di aver sentito più volte pianti e urla provenire da Beatrice durante la permanenza in casa.

Le richieste di aiuto e l’assenza di soccorsi

Nel verbale emergono anche riferimenti ai tentativi delle bambine di segnalare la situazione agli adulti presenti. Secondo quanto riportato, le sorelle avrebbero espresso preoccupazione per le condizioni della piccola, senza che tuttavia venissero attivati interventi sanitari o richiesti soccorsi.

La testimonianza descrive un contesto in cui la situazione di salute di Beatrice sarebbe progressivamente peggiorata nel corso delle ore.

Il mattino del 9 febbraio

Un passaggio centrale del racconto riguarda la mattina del 9 febbraio, giorno del decesso della bambina. Secondo la testimonianza, Beatrice sarebbe stata accompagnata in bagno e successivamente sarebbero stati notati segnali di grave malessere.

La bambina riferisce inoltre di aver percepito un cambiamento nelle condizioni della sorellina rispetto ai giorni precedenti, con un progressivo aggravamento del quadro fisico.

Il trasporto verso Bordighera

La testimonianza si sofferma anche sulle ore successive. Secondo il racconto, Beatrice sarebbe stata poi caricata in auto avvolta in una coperta durante il trasferimento verso Bordighera.

Gli investigatori stanno analizzando questo passaggio per ricostruire con precisione la sequenza temporale degli eventi e confrontare le dichiarazioni con gli altri elementi raccolti nel corso dell’indagine.

Una testimonianza al centro delle verifiche

Le dichiarazioni della sorella maggiore rappresentano uno degli elementi inseriti nel fascicolo investigativo e vengono valutate insieme a perizie medico-legali, accertamenti tecnici e ulteriori testimonianze.

La Procura sta lavorando per definire nel dettaglio le ultime ore di vita della bambina e verificare la coerenza complessiva delle diverse versioni raccolte.

L’inchiesta prosegue con l’obiettivo di chiarire le circostanze della morte della piccola Beatrice e accertare eventuali responsabilità, in una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.