Enzo Iacchetti denunciato dall’Ucei per istigazione all’odio razziale

L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) ha presentato una denuncia formale contro l’attore e comico Enzo Iacchetti, accusandolo di istigazione all’odio razziale e di propaganda antisemita. La decisione arriva in seguito a una serie di interventi televisivi del noto ex conduttore di “Striscia la Notizia”, durante i quali l’artista avrebbe pronunciato affermazioni ritenute gravemente offensive e pericolose nei confronti del popolo e dello Stato di Israele.

Le dichiarazioni contestate
L’Ucei denuncia che, nel corso delle sue ospitate televisive, Iacchetti avrebbe “demonizzato Israele e il popolo ebraico”, alimentando pregiudizi antisemiti che, secondo l’ente, hanno contribuito a perpetuare stereotipi e sentimenti di odio. Tra gli episodi più contestati, figura uno scontro acceso con Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele, avvenuto in diretta tv. In quell’occasione, il comico si era letteralmente scagliato contro Mizrahi, urlando: “Vengo giù e ti prendo a pugni”, in un episodio che aveva fatto scalpore e suscitato molte polemiche.

Le frasi incriminate
Ma il punto di svolta si sarebbe verificato nelle ultime settimane, con dichiarazioni rilasciate a novembre 2025, in un contesto di tensione legata alla guerra di Gaza. Durante una puntata di “È sempre Cartabianca”, Iacchetti avrebbe affermato che “non vi è alcun antisemitismo” e che “gli antisemiti sarebbero gli stessi sionisti ebrei” che, secondo lui, alimentano i conflitti. La frase più grave, tuttavia, sarebbe stata quella in cui l’attore ha dichiarato che “il sionismo controlla tutto il mondo, controlla l’America, le banche… le banche svizzere sono controllate dai sionisti ebrei, il denaro è lì…”.

L’Ucei ha commentato che tali affermazioni sono “tesi del più antico e bieco antisemitismo, simili a quelle propagate dal regime nazionalsocialista e da Hitler”, sottolineando come queste parole siano state pronunciate in diretta davanti a centinaia di migliaia di telespettatori senza alcuna contestazione da parte di conduttrice o altri ospiti.

Il rischio legale per Iacchetti
Secondo il codice penale italiano (articolo 604 bis), la propaganda di idee fondate sull’odio razziale è punibile con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con una multa fino a 6.000 euro. La denuncia dell’Ucei configura quindi un grave reato, e ora si attendono eventuali sviluppi giudiziari o mediatici.

Resta da capire come risponderà l’attore, che potrebbe decidere di commentare pubblicamente le accuse, presentare una controdenuncia o, al contrario, mantenere il silenzio. La vicenda solleva ancora una volta il tema della responsabilità dei personaggi pubblici nel dibattito pubblico e la linea sottile tra libertà di espressione e incitamento all’odio.