Elezioni amministrative 2026, urne aperte fino alle 15: poi lo spoglio in oltre 800 comuni

Si sono chiuse alle ore 15 le urne per le elezioni comunali 2026, una tornata amministrativa che coinvolge oltre 800 comuni italiani e più di 6,6 milioni di elettori. Subito dopo la chiusura dei seggi è iniziato lo scrutinio delle schede, con i primi risultati attesi nelle prossime ore.

La consultazione rappresenta un importante banco di prova politico nazionale per centrodestra e centrosinistra, chiamati a misurare il proprio consenso in vista delle future sfide elettorali. Sotto osservazione soprattutto i 18 capoluoghi di provincia coinvolti, tra cui Venezia, Reggio Calabria, Salerno, Prato, Avellino, Mantova, Messina e Crotone.

Affluenza in calo, eccezione Campania

Il dato più evidente della giornata elettorale è stato il calo dell’affluenza. Alle 23 di ieri aveva votato il 46,31% degli aventi diritto, contro il 50,20% della precedente tornata amministrativa. Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna risultano tra le regioni con la partecipazione più bassa, mentre Campania e Puglia si sono distinte per una maggiore mobilitazione degli elettori.

In Campania, in particolare, si registra una crescita della partecipazione a Salerno e Avellino. Non sono mancati però episodi di tensione e irregolarità: a Pompei e Portici alcuni elettori sono stati denunciati per aver fotografato la scheda elettorale all’interno della cabina, mentre ad Afragola si è verificato un errore nella distribuzione delle schede.

Ombre anche nel Napoletano, dove a Mugnano e Casandrino i carabinieri hanno denunciato due persone per presunta corruzione elettorale dopo il ritrovamento di soldi e tessere elettorali nascosti all’interno di scooter.

Venezia e Lombardia, le sfide più osservate

Grande attenzione è rivolta a Venezia, dove la corsa a Ca’ Farsetti viene considerata una delle più simboliche dell’intera tornata. Otto i candidati in campo, ma la sfida principale è tra Nicola Martella, sostenuto dal campo largo di centrosinistra, e Venturini per il centrodestra.

Anche la Lombardia rappresenta un test politico significativo: si vota infatti in 93 comuni. I riflettori sono puntati soprattutto su Mantova e Lecco, dove il centrosinistra difende amministrazioni considerate strategiche, mentre il centrodestra punta a consolidare il consenso in città chiave come Vigevano.

Il voto lombardo viene inoltre interpretato come un banco di prova per gli equilibri interni al centrodestra e per il peso politico crescente dell’area vicina a Roberto Vannacci.

Coalizioni variabili e nuove geometrie politiche

Le amministrative 2026 mostrano anche una crescente frammentazione delle alleanze locali. In diversi comuni la Lega ha scelto percorsi differenti rispetto agli schieramenti nazionali, sostenendo candidati insieme all’Unione di Centro in città come Avellino e Chieti. Situazioni analoghe si registrano anche ad Agrigento e Crotone, segnale di coalizioni sempre più fluide nelle competizioni territoriali.

Nei comuni superiori ai 15mila abitanti, se nessun candidato sindaco supererà il 50% più uno dei voti, si tornerà alle urne per il ballottaggio previsto domenica 7 e lunedì 8 giugno.

Le dichiarazioni politiche

Nel corso della giornata non sono mancati gli interventi dei protagonisti politici. Rocco Casalino, candidato a Ceglie Messapica con il Movimento 5 Stelle, ha ridimensionato il peso personale della propria candidatura, sottolineando però il valore simbolico di un’eventuale sconfitta del centrodestra nel paese frequentato in vacanza dalla premier Giorgia Meloni.

Da Milano, invece, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi ha invitato il centrodestra a riunirsi subito dopo le amministrative per costruire una strategia condivisa in vista delle prossime comunali nel capoluogo lombardo.

Con lo spoglio appena iniziato, l’attenzione ora si sposta sui risultati definitivi che potrebbero ridisegnare gli equilibri politici locali e offrire indicazioni importanti anche sul clima politico nazionale.