“È morta la moglie Silvia”. Gravissimo lutto per il famoso chef italiano

Nel mondo dell’alta cucina italiana, alcuni legami vanno oltre i riflettori. È il caso di un famoso chef italiano, colpito fa un gravissimo lutto.
E’ deceduta sua moglie, colei che per anni gli è stata accanto, condividendo la vita privata e una parte importante del percorso professionale del gruppo.
Un ruolo discreto, ma centrale, quello di Silvia, sino a quando Dio l’ha chiamata a sè.
La news, davvero da pelle d’oca, ha scosso il nostro Paese, in particolare tutti coloro che hanno sperato, sino all’ultimo, che questo triste epilogo non arrivasse.
In tantissimi sono i messaggi di cordoglio che occupano la rete. Provengono da clienti, da colleghi ma anche da italiani che, solo oggi, appresa la notizia del decesso, hanno avuto modo di conoscere la storia di Silvia.
Nel giorno dell’addio terreno, con le lacrime agli occhi, viene ripercorsa la sua carriera che si intreccia con l’aspetto sentimentale, legata da un amore profondo a questo grande nome dei fornelli.
Mentre ci si stringe ai familiari e in particolare, al famoso chef, le domande si susseguono.
Cosa è accaduto a Silvia e quale traccia ha lasciato il suo impegno?
Un lutto gravissimo, un vuoto incolmabile, una vicenda che unisce famiglia, lavoro e impegno civile. Per comprendere la storia di Silvia Bernardocchi Perbellini, bisogna partire dalla sua esperienza e dalla scelta trasformarla in aiuto.
Nel 2024 la diagnosi aveva aperto una fase complessa. Da Verona Silvia, moglie del famoso chef Giancarlo Perbellini, figura centrale anche nell’attività imprenditoriale della famiglia, era stata indirizzata a Padova, dove aveva affrontato un intervento durato dodici ore.
L’operazione aveva comportato l’asportazione del 60 per cento del fegato. Silvia aveva raccontato quel passaggio: “È una montagna ripidissima che saliremo assieme”.
Da questa esperienza era nato un impegno. Silvia era diventata vicepresidente della Fondazione Colangiocarcinoma Ets, nata per sostenere la ricerca e orientare pazienti.
L’obiettivo era aiutare chi riceve una diagnosi di colangiocarcinoma, una forma tumorale delle vie biliari, a individuare strutture e percorsi adeguati. Silvia insisteva sull’informazione.
Il suo coinvolgimento comprendeva iniziative di raccolta fondi. A dicembre, un evento nei ristoranti Perbellini aveva destinato ricavato alla Fondazione. “Se anche cinque persone in più sapranno dove rivolgersi, avremo portato luce”.
Nel novembre 2024, Casa Perbellini 12 Apostoli aveva conquistato la terza stella Michelin. Giancarlo aveva dedicato il riconoscimento alla moglie, sottolineando il loro percorso.
Con la scomparsa di Silvia, dopo una grave patologia affrontata con il massimo riserbo, resta un’eredità di lavoro, famiglia e attenzione verso chi affronta una diagnosi complessa. La Fondazione rappresenta il suo percorso portato avanti. Le nostre più sentite condoglianze.


