“È mort* Massimo”. Tremendo schianto tra auto e moto
La strada era quasi vuota, quando un rumore improvviso ha interrotto il silenzio.
Pochi istanti dopo, quel tratto d’asfalto era illuminato dalle luci dei soccorsi, mentre gli accertamenti iniziavano a ricostruire quanto accaduto.
Tutto ad un tratto, il percorso di una moto si è incrociato con quella di un’auto. Lo schianto è stato inevitabile.

Da quel momento, ogni dettaglio può diventare importante: la posizione dei veicoli, la segnaletica, la precedenza e alcuni elementi rimasti sulla carreggiata.
La Polizia locale ha avviato i rilievi per chiarire la sequenza degli eventi. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari, ma le verifiche proseguono per definire ogni passaggio della ricostruzione nella zona.
Qual è il bilancio del tremendo schianto tra auto e moto?
Le prime informazioni restituiscono una scena complessa, nella quale pochi secondi hanno determinato l’esito. Gli investigatori lavorano sui riscontri raccolti sul posto.
Al centro degli accertamenti c’è la dinamica dello schianto, al vaglio delle forze dell’ordine. I rilievi dovranno chiarire responsabilità, precedenza e circostanze del sinistro.
Secondo la ricostruzione, la moto era una Suzuki SV1000 e l’auto una Citroën C3. Il conducente della vettura è stato accompagnato al San Carlo.
La persona alla guida della moto era Massimo Mesiani, 49 anni, originario di Locri, residente a Milano. Nonostante i tentativi di rianimazione, l’uomo non ce l’ha fatta, è deceduto dopo lo schianto all’incrocio tra via Benedetto Croce e via Quattrocchi.
Un elemento sotto esame è il casco, che secondo informazioni si sarebbe staccato nell’impatto. Il pm ha disposto il sequestro dei veicoli e del casco.
Ora gli agenti devono chiarire precedenza, movimenti e rispetto delle regole. Il conducente della Citroën, 43 anni, è stato sottoposto agli esami.

