“È lui”. Riconosciuto il senzatetto scalzo che vaga per la città
Sotto il cielo plumbeo della pianura, una figura solitaria attraversa le strade di Rovigo con un passo che sembra ignorare il gelo dell’asfalto. Da mesi, i cittadini osservano questo giovane uomo dai tratti gentili e lo sguardo rivolto altrove, una presenza costante che si muove come un’ombra tra i supermercati della città.
Nonostante l’apparente abbandono della vita di strada, il ragazzo mantiene un portamento composto, quasi nobile, avvolto in un giaccone scuro e una sciarpa curata. Ma è un dettaglio specifico a gelare il sangue dei passanti: i suoi piedi sono completamente nudi, segnati dal lungo cammino ma indifferenti al morso dell’inverno. Nessuno conosce il suo nome, né la sua origine.
Al timido approccio di chi prova a interrogarlo, lui risponde con un silenzio assoluto, un mutismo che non appare come un limite fisico, ma come una barriera eretta a protezione di un passato che nessuno riesce a decifrare. Le forze dell’ordine hanno tentato di dare un volto a quel codice alfanumerico che lo identifica negli archivi, ma le impronte digitali non hanno restituito alcuna corrispondenza. È un fantasma vivente, un uomo senza identità che sembra aver cancellato ogni traccia di sé dal mondo conosciuto. Eppure, dietro quegli occhi azzurri che fissano il vuoto, qualcuno ha creduto di riconoscere una scintilla familiare.
Una segnalazione partita dal cuore della città ha riaperto un caso internazionale, portando l’attenzione su una storia dimenticata iniziata migliaia di chilometri più a nord. La somiglianza con un giovane scomparso nel nulla anni fa è apparsa a molti come un segno inequivocabile, un ponte gettato tra il mistero veneto e una famiglia che non ha mai smesso di sperare. Ma è stato un piccolo gesto, un lieve sorriso davanti a una vecchia fotografia, a scatenare un colpo di scena che potrebbe cambiare tutto per sempre.
Finalmente è stato riconosciuto il senzatetto scalzo che vaga per la città. Vediamo insieme di chi si tratta, in quanto è proprio…
La svolta decisiva è arrivata nelle ultime ore, quando il giovane senza nome ha finalmente accettato di sottoporsi all’esame del DNA e si può finalmente dare un’identità al senzatetto che vagava per una città italiana.
Il test servirà a confermare se il clochard di Rovigo sia in realtà Sidney Lute, il ragazzo olandese svanito nel nulla nel lontano novembre 2016, quando aveva appena diciannove anni.La madre di Sidney, che non ha mai interrotto le ricerche dal giorno in cui il figlio prese un treno verso la Francia, ha chiesto con forza questo accertamento genetico.
Sidney era descritto come un giovane timido e introverso, amante della natura, che aveva già manifestato in passato la singolare scelta di vivere senza calzature.
Sebbene durante un collegamento con la trasmissione “Chi l’ha visto?” il giovane abbia negato con un cenno del capo di essere il ragazzo della foto, la somiglianza fisica è stata giudicata troppo forte per essere ignorata dalla genetista Marina Baldi, incaricata delle analisi. In attesa del verdetto della scienza, la comunità rodigina ha stretto il giovane in un abbraccio invisibile, offrendogli bevande calde e indumenti per proteggersi dal freddo.
Una giovane donna del luogo è riuscita persino a stabilire un legame di fiducia con lui, facilitando le procedure per il prelievo dei campioni biologici. I risultati, attesi entro una settimana, stabiliranno se questo lungo vagabondaggio scalzo sia giunto al capolinea e se il ragazzo di Assendelft potrà finalmente ritrovare la strada di casa.