Dopo Pucci, nuova bufera in Rai: nel mirino Tommaso Cerno

Si apre un nuovo fronte politico intorno alla Radiotelevisione Italiana dopo la recente rinuncia di Andrea Pucci a Sanremo 2026. Al centro del dibattito ora è la possibile striscia quotidiana affidata a Tommaso Cerno, ex direttore de Il Giornale ed ex direttore de Il Tempo, che potrebbe debuttare su Rai 2 dal 3 marzo prossimo.
Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, Cerno — noto per il suo ruolo alla guida di testate riconducibili a gruppi editoriali con legami politici — sarebbe in procinto di condurre una trasmissione quotidiana in fascia di pranzo, un’ipotesi che ha già sollevato critiche da parte dell’opposizione.
L’attacco del Pd
I parlamentari del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza Rai hanno chiesto un chiarimento urgente all’azienda e una smentita ufficiale, definendo la possibile nomina di Cerno “l’ennesima prova dell’uso della Rai come strumento di propaganda politica”. Secondo i dem, l’ingresso di Cerno nel palinsesto quotidiano rischierebbe di compromettere il ruolo di servizio pubblico della rete, soprattutto in vista di importanti appuntamenti elettorali, come i referenda in programma.
Nella nota i dem insistono sulla necessità che Rai smentisca il presunto debutto di Cerno già dal 3 marzo, affermando che la situazione rappresenterebbe una “emergenza democratica” se confermata.
La replica e il contesto
Da parte sua, secondo quanto riportato dalla stampa, lo stesso Cerno avrebbe rilanciato ribaltando le critiche, accusando i suoi detrattori di voler estendere il clima che ha portato alla rinuncia di Pucci anche nei suoi confronti e negando che si tratti di propaganda politica.
L’ipotesi di una striscia quotidiana su Rai 2 non è ancora stata ufficialmente confermata da Rai, ma la sola prospettiva ha già acceso un acceso dibattito politico sul ruolo dell’azienda nella programmazione quotidiana e sul rapporto tra editoria, informazione e potere politico.