Don Matteo trovato morto così: un paese intero sotto shock, l’orribile scoperta dietro il dramma

Una comunità sconvolta è in lutto per la perdita improvvisa e dolorosa di Don Matteo Balzano, il giovane vice parroco di 35 anni trovato senza vita nell’appartamento annesso all’oratorio di Cannobio, nel Verbano-Cusio-Ossola. La notizia, che si è diffusa rapidamente, ha suscitato grande incredulità tra i fedeli e le autorità locali, che cercano di fare luce su quanto accaduto.
Il dramma nascosto dietro un volto amato
Don Matteo, nato a Grignasco nel Novarese nel 1990, era stato ordinato nel 2017 e aveva prestato servizio nelle parrocchie di Borgosesia, Trecate, al Centro diocesano vocazioni e, più recentemente, a Cannobio. Amato e benvoluto da tutti, il sacerdote aveva appena organizzato un Grest e si era dedicato con passione ai giovani e all’oratorio, creando un forte rapporto con la comunità.
La comunità si è trovata a dover affrontare un dolore improvviso, dopo che Don Matteo non si è presentato alla messa del mattino, facendo scattare l’allarme. La scoperta del tragico gesto, avvenuta nell’abitazione del sacerdote, ha lasciato tutti sconvolti e increduli, poiché nessuno aveva mai percepito segnali di disagio o sofferenza.
Le indagini e il cordoglio delle istituzioni
Il sindaco di Cannobio, Gian Maria Minazzi, ha espresso il suo shock: “Non abbiamo mai colto nessun segnale di disagio, Don Matteo era una persona riservata e amata. Questa tragedia ci lascia senza parole”. La diocesi di Novara ha emesso una nota ufficiale, affidando un pensiero al mistero che avvolge le ragioni di un gesto così estremo affermando: «Solo il Signore, Colui che “scruta e conosce” ciascuno di noi, sa comprendere i misteri più impenetrabili dell’animo umano».
Le esequie sono previste per martedì 8 luglio, con i funerali presieduti dal vescovo Franco Giulio Brambilla presso la collegiata San Vittore di Cannobio. La salma sarà poi tumulata nel cimitero di Grignasco, dove vivono i genitori del sacerdote, che ora cercano di comprendere le motivazioni dietro questa scelta drammatica.
Un messaggio di dolore e speranza
Una parrocchiana, Maria Grazia, ha condiviso sui social una conversazione con Don Matteo, lasciando trapelare un’indicazione di disagio nascosto e di un pensiero oscuro: «Nessuno sa l’inferno che uno ha dentro per arrivare a un gesto estremo». La donna ha espresso il desiderio che il sacerdote abbia trovato, tra le braccia di Dio, la pace che forse cercava tanto.
Il ritratto di Don Matteo emerge come di un giovane uomo riservato, gentile e devoto, ora ricordato con affetto da tutta la comunità che cerca di affrontare questo dolore, consapevole che, spesso, dietro sorrisi e gesti di affidamento si celano battaglie invisibili. La comunità di Cannobio si stringe intorno alla famiglia del sacerdote, pregando perché il mistero rimasto irrisolto possa trovare pace e comprensione.

