Le campane suonano per richiamare la gente alla Santa Messa della domenica: tra lo stupore generale, alcuni fedeli si riuniscono ed entrano in Chiesa come avviene settimanalmente.

Ma c’è qualcosa che non va: l’ordinanza che vieta le cerimonie religiose in Lombardia e Veneto legata al nuovo Coronavirus, non è stata osservata da don Antonio Lunghi, 88 anni tra pochi giorni.

L’anziano sacerdote, come riporta Repubblica.it, è stato quindi segnalato alla magistratura per aver svolto regolarmente la messa domenicale. Il fatto è avvenuto a Castello d’Agogna, paesino di 1145 abitanti in provincia di Pavia. Anche se alla funzione religiosa erano presenti solamente otto fedeli i carabinieri, ai quali è stato segnalato l’accaduto, non hanno potuto far altro che informare la Procura: il parroco rischia una denuncia per inosservanza di un provvedimento dell’autorità.

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“Non ho letto la mail”

Da tempo a riposo, don Antonio continua a dare una mano agli altri preti celebrando, spesso, le funzioni religiose nel paese di cui è stato parroco dal 1973 fino alla pensione. A “smascherare” don Antonio, che ha poi candidamente ammesso di non essere a conoscenza delle restizioni e di avere poca dimestichezza con internet, il suono delle campane che ha richiamato l’attenzione dei suoi compaesani.

Il sacerdote si sarebbe giustificato dicendo di non essere venuto a conoscenza del provvedimento perché non usa la posta elettronica e, quindi, per non aver aperto la mail con la quale la Diocesi illustrava le misure da osservare per prevenire la diffusione del contagio.

Il chiarimento del sindaco

“I rapporti con il nostro parroco – spiega il sindaco di Castello d’Agogna William Grivel e come viene riportato da Laprovinciapavese – sono ottimi e resteranno tali. Ci mancherebbe altro. Sono stato costretto a denunciare quello che era successo ai carabinieri perché, a mia volta, ho ricevuto le lamentele di alcuni cittadini. Se non l’avessi fatto avrei rischiato una denuncia, a mia volta, per omissione di atti d’ufficio” ha spiegato il primo cittadino.

Il buon senso fa pensare che il parroco non avrebbe mai messo a repentaglio la salute della popolazione, ma il sindaco non poteva far altro che segnalare l’accaduto svolgendo il proprio dovere. “Sono stato costretto a segnalare quella messa che, in quelle condizioni, non poteva essere celebrata – ha proseguito – Ho anche telefonato al sacerdote, lo conosco benissimo e da parecchio tempo: lui si è giustificato dicendo che nessuno lo aveva avvisato. In pratica il sacerdote ha agito in buona fede”.

ilgiornale.it

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