Di Maio vuol fare il Salvini: “In Tunisia per fermare i migranti”

 

Luigi Di Maio come Matteo Salvini? Il leader grillino, che ai tempi del Conte I aveva delegato interamente al segretario del Carroccio la materia dell’immigrazione, ora che sta con il Pd intende riappropriarsi di questa materia.

Venerdì, nelle stesse ore in cui Salvini lo accusava di “chiacchierare e intanto gli sbarchi di clandestini proseguono senza sosta, in aumento del 30% rispetto all’anno scorso”, Di Maio partecipava ad Assisi al convegno dal titolo “Libia: da Gheddafi ai centri di detenzione e la via del mare”.

Nel suo intervento, il responsabile della Farnesina ha detto che “la stabilizzazione duratura e sostenibile della Libia” rappresenta una “condizione imprescindibile per contrastare la minaccia terroristica, prevenire flussi migratori illegali e tutelare la nostra sicurezza nazionale”. Di Maio, che tra il 22 e il 26 settembre sarà a New York per la 74esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha poi aggiunto che “come governo, siamo convinti che solo attraverso un costante dialogo tra le varie parti della Libia le ragioni della pace potranno prevalere su quelle del conflitto militare”. È proprio nella gestione della partita libica che Di Maio si gioca un bel pezzo di credibilità. Soprattutto per le ripercussioni sul nostro Paese in termini di immigrazione clandestina.

Ma qualcosa sta cambiando. Infatti, le autorità tunisine hanno fermato cinque barchini con 75 migranti diretti verso l’Italia. A testimonianza di come preferiscano alla Libia la tranquilla Tunisia come luogo di partenza per l’Europa. Per impedirlo, Di Maio ha annunciato che “Mi recherò personalmente a salutare il nuovo governo e discuteremo di accordi di riammissione, di rimpatrio”, definendoli “una priorità”. Per il capo politico del Movimento 5 Stelle, la redistribuzione dei migranti in tutti i Paesi europei va bene, a patto di non “enfatizzarla troppo”. Il rischio, per il leader grillino è di “mettere in moto un cosiddetto ‘pull factor’ per cui i trafficanti di uomini convincono con più facilità tanti disperati a partire dalle coste nordafricane e a venire sulle nostre coste”. Inoltre, ha aggiunto Di Maio, “come Farnesina nei prossimi giorni pubblicheremo delle novità sul meccanismo dei rimpatri”.

Come detto, oltre alla spinosissima questione libica, il ministro degli Esteri è atteso nei prossimi giorni a New York per l’Assemblea dell’Onu dedicata ad azione climatica e sviluppo sostenibile. Materie, queste, molto care al Movimento, autore nelle ultime settimane di una svolta “green” che potrebbe culminare con l’ingresso degli europarlamentari pentastellati nel gruppo dei Verdi.

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